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Comunicare la biblioteca e il suo patrimonio (nei social): Fondazione Querini Stampalia

La rubrica “Comunicare la biblioteca e il suo patrimonio” è giunta al terzo appuntamento. Per chi vuole, ecco la prima e la seconda parte. Questo post è interamente dedicato alla Fondazione Querini Stampalia. Ferita il 12 novembre scorso dall’ “acqua granda“, con danni ingenti al suo patrimonio, chiede aiuto e tutti possiamo aiutarla (donazioni). Intanto, per chi non la conosce ancora, qualche informazione e un piccolo excursus sui suoi social (molto ben fatti).

La Fondazione Querini Stampalia

La Fondazione Querini Stampalia nasce nel 1869 per volontà del Conte Giovanni, ultimo discendente dei Querini Stampalia. Unico esempio in città di istituzione in cui si è conservato l’intero patrimonio dell’antica e nobile famiglia veneziana, la Fondazione si propone come luogo di produzione culturale, basata sullo studio del proprio patrimonio storico e museale e sulla riflessione attenta a cogliere le proposte più avanzate della contemporaneità.

Testo tratta dal sito della Fondazione
Credits Didier Descouens Licenza Wikimedia Commons – Palazzo Querini Stampalia (Venice)

Al suo interno si trovano la Biblioteca, il Museo, un’area per esposizioni temporanee, l’Auditorium.

Con il suo testamento Giovanni Querini Stampalia fonda un’istituzione a cui affida il compito di “promuovere il culto dei buoni studj, e delle utili discipline”.

È una struttura unica, complessa e flessibile, dove sale antiche si affiancano a interventi di architettura contemporanea realizzati da Carlo Scarpa, Valeriano Pastor e Mario Botta, che offrono una  cornice stimolante e funzionale allo studio individuale, a iniziative culturali, a eventi speciali.

La biblioteca, molto bella, è di carattere generale e, secondo la volontà del Fondatore. Aperta fino alle 24 tutti i giorni dal martedì al sabato e i giorni festivi fino alle 19. Aperta sempre, quindi, per accogliere e “ricevere”. Il museo ci permette addirittura di vivere l’atmosfera delle dimore patrizie del Settecento.

Fondazione Querini
Durante la mia visita in Querini nel 2017

Sono stata diverse volte in Querini, per incontri professionali, l’ho visitata e anche “vissuta”: dalla caffetteria alle sale, dall’auditorium al museo. Bella e accogliente anche grazie alle persone, straordinarie, che ci lavorano. Persone che permettono che la Querini sia una struttura di riferimento per i veneziani. Ma non solo. Un riferimento anche per i visitatori che vorrei chiamare ospiti, visto lo stile raffinato di come sono accolti coloro che la visitano.

La Querini nei social

Anche i social hanno questa caratteristica: apertura e narrazione coinvolgente. La pagina Facebook, con oltre 19.000 like, alterna i post dedicati agli eventi (molto numerosi), a quelli dedicati al patrimonio bibliotecario e a quello museale. Non solo. Ci sono post che ci raccontano dell’edifico: la storia, le scelte di Carlo Scarpa, gli scorci, gli spazi. Il piano editoriale, molto ben curato, inserisce anche piccoli camei dedicati a date/ricorrenze, insieme alle iniziative per i più piccoli e agli incontri. Museo e biblioteca vivono, insieme, la loro narrazione, mantenendo le proprie peculiarità ma regalandoci una visione d’insieme, unica.

Fondazione Querini

“Una biblioteca, un museo, uno sguardo sul contemporaneo e molto altro… ” così si prenta la Querini su Instagram. Il profilo, oltre 8000 followers, riporta ancora una volta il filo conduttore della narrazione delle caratteristiche di questo “luogo della cultura”.

Le immagini di interni si alternano agli oggetti, ai quote, agli scorci, alle suggestioni del luogo e dei materiali posseduti, in un’alternanza di contenuti, colori, suggestioni.

Da vedere assolutamente, questo video che parla dell’acqua. La stessa acqua che in questi giorni ha portato tanti danni. Proprio quest’anno che la Fondazione festeggia i suoi 150.

Rientra in questa narrazione anche il profilo LinkedIn con quasi 1300 followers (cosa non proprio ordinaria da trovarsi in ambiente culturale, italiano).

La Querini e i social, in sintesi: uno stile inconfondibile. Omogeneo pur mantenendo l’attenzione delle specificità di ciascuno. Un viaggio bellissimo che vi invito a percorrere, gustandone particolari, colori, emozioni.