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Dinamiche della rete e dei social. I trend di Facebook (e come usarli)

Già da qualche anno WeareSocial in collaborazione con Hootsuite pubblica a gennaio il report annuale che descrive le linee di evoluzione della rete. I dati, molto articolati e completi, toccano vari ambiti: dall’ecommerce, allo streaming, dal gaming ai social. E proprio sull’analisi dei social può essere interessante soffermarci per fare qualche riflessione anche per il nostro settore.

Nel report di quest’anno a fronte di una popolazione mondiale che registra un aumento di circa 80 milioni di unità (circa l’1%), le persone connesse a internet sono 4,66 miliardi, con un aumento del 7,3% (316 milioni sono gli abitanti del nostro pianeta che per la prima volta hanno avuto accesso alla rete nel 2020).

I social

Ben 4,20 miliardi sono utenti delle piattaforme social. Quest’anno, probabilmente complice anche il Covid, il report registra un aumento del 13% degli utenti che significa l’ingresso nelle piattaforme di 490 milioni di persone “nuove”. Dati che portano il 53% della popolazione mondiale ad essere sui social.

Facebook si conferma al primo posto a livello worldwide anche quest’anno. Al secondo posto YouTube. Al terzo e quarto posto l’instant messaging: Whatsapp e Fb Messenger. Quarto Instagram. Classifica, rispetto al 2020, confermata con lo scontato ingresso di TikTok.

I dati italiani

A fronte di un ulteriore calo demografico (la popolazione è diminuita dello 0,2%), si registra un aumento del 2,2% delle persone in rete che porta all‘83,7% la popolazione italiana connessa.

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Importante è l’aumento della presenza sui social: +2,2 milioni di persone (+5,7%) Sono 41 milioni gli italiani che usano i social, cioè il 68 % della popolazione, e lo fanno prevalentemente da mobile (98,2%).

In Italia, la classifica dei social mostra delle differenze (come negli anni precedenti) rispetto al dato worldwide: al primo posto YouTube, al secondo con una minima differenza Whatsapp e solo al terzo posto Facebook.

Se si confrontano 2020 e 2021, è evidente la crescita di Whatsapp che ha quasi raggiunto YouTube, l’80% confermato di Facebook e un aumento di Instagram dal 64 al 67%.

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La crescita del numero di italiani sui social (quel + 5,7% di cui si diceva) si traduce per Facebook in un aumento di circa 1 milione di utenti (+ 3,3%) e raggiunge la quota di 31 milioni di utenti complessivi.

Biblioteche e social: Facebook

I dati pubblicati nello studio di ISTI-CNR e rilevati anche in altri contesti, indicano Facebook come il social più usato dalle biblioteche.

Probabilmente sentiamo un po’ lontani da noi questi indicatori globali ma se analizziamo alcune ulteriori informazioni possiamo trarre qualche spunto anche per la nostre pagine.

Infatti, il report italiano ci mostra la capacità di engagement del tipo di post che facciamo su Facebook.

I tipi di post che creano migliori condizioni di “engagement” sono i video e gli status post. In seconda posizione immagini e fotografie, all’ultimo post i link esterni.

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Piano editoriale e tipologia di post

Quando stendiamo il Piano Editoriale (PED) o quando passiamo alla fase di scelta del materiale da pubblicare, non dimentichiamoci, quindi, queste due informazioni importanti: che i nostri utenti usano prevalentemente il mobile e qual è il formato migliore di post da proporre nella nostra “modalità di narrazione” (immagine, video, testo, link).

Consigli

Evitare link esterni ad esempio a eventi, articoli ma anche a video su YouTube: l’algoritmo di Facebook non “gradisce” di “uscire” dalla piattaforma. Bene le foto, ottimi i video che però devono essere caricati su Facebook o essere il risultato, ad esempio, di una diretta. Per gli “status post” non trascurate citazioni o brevi frasi che raccontano la biblioteca. Sempre buona la soluzione “quote”: citazione + immagine.