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Lettura (e non lettura), il ruolo delle biblioteche nella sua promozione

I dati relativi alla lettura in Italia non sono soddisfacenti. Gli ultimi pubblicati da ISTAT nel dicembre 2019 ripropongono una situazione ben nota:

Nel 2018 rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente il numero di lettori di libri.  A partire dall’anno 2000, quando la quota di lettori era al 38,6%, l’andamento è stato crescente fino a toccare il massimo nel 2010 con il 46,8% per poi diminuire di nuovo fino a tornare, nel 2016, al livello del 2001 (40,6%), stabile fino al 2018.

ISTAT, La produzione e la lettura di libri in Italia

Leggere meno perchè?

  • Manca il tempo (ma siamo sicuri ?)
  • Non trovo proposte di lettura interessanti. La risposta a questa possibile obiezione è nei dati Istat: ” Con 75.758 titoli pubblicati, il 2018 conferma il trend in crescita della produzione editoriale dell’anno precedente.” Non regge che non si trovi niente di interessante.
  • Ma cosa dovrei leggere ? Non ho idea …
  • C’è la crisi e quindi le persone non spendono soldi in libri (abbiamo le biblioteche o ce ne siamo dimenticati?)
  • La scuola non forma cittadini-lettori (già …)
  • Leggere non è di moda (???)

E mi fermo qui. Ho elencato alcune delle motivazioni che si leggono in molti articoli sul tema. In effetti sul tema della lettura e, quindi, della non lettura ci sono moltissimi interventi perché non c’è UNA causa della nostra “non lettura“. Direi che è un problema endemico del nostro Paese o, come scrive Maria Stella Rasetti, forse è una “missione impossibile”?

Leggere (e far leggere) non sarà diventata una specie di «missione impossibile»? Nonostante i cambiamenti «antropologici» che hanno interessato i lettori negli ultimi anni, situando l’atto di lettura nel cuore di un fecondo universo multimediale; nonostante i generosi sforzi spesi nel tentativo di rendere familiare il libro nella scuola; nonostante che lettura e libri siano ultimamente assurti al rango di divi, diventando protagonisti di talk show e festival di ogni tipo, e che la lettura sia stata, talvolta, (fra)intesa e proposta come atto taumaturgico, non cresce il suo impatto nella società e stenta ad affermarsi la necessità della sua penetrazione tra le fasce sociali più deboli.

La lettura in Italia: sempre più una “missione impossibile” – AIB Studi V. 52, N. 2 (2012) 

Ebook e audiolibri

E’ anche cambiata la gestione del tempo, la nostra “connessione continua” alla rete ha probabilmente modificato il nostro modo di organizzare il nostro tempo libero. Sono cambiate le abitudini. Ad esempio, il fenomeno dell’aumento della vendita degli audiolibri può esserne una testimonianza. In fondo, ascoltare è un altro modo di leggere. Lo sviluppo degli ebook è un altro elemento di speranza.

la percentuale di opere pubblicate a stampa disponibili anche in versione digitale in soli due anni è passata dal 35,8% (circa 22mila titoli nel 2016) a quasi il 40% (più di 30mila titoli nel 2018). La versione digitale è particolarmente diffusa per i libri di avventura e gialli (82,1%), i testi di informatica (62,9%) e matematica (61,4%), i libri di attualità politico-sociale ed economica (56,1%).

Istat, cit.

Non ci sono più scuse. Supporti diversi, contenuti vari, produzione per tutti i gusti.

È chiaro che, come scrive Annamaria Testa in un suo articolo tutto questo

non significa “vendere i libri come se fossero saponette”, ma trovare modi efficaci per far incontrare buoni libri e lettori interessati, e per incoraggiare la lettura trasformando lettori deboli o potenziali in lettori effettivi .

Ma soprattutto

promuovere, prima ancora che i libri, la lettura (qualsiasi tipo di lettura) restituendole accessibilità, desiderabilità e valore”.

Biblioteche e promozione della lettura

Le biblioteche, che hanno la promozione della lettura fra le missioni della loro stessa esistenza fanno miracoli con i mezzi di cui dispongono. Incontri con gli autori, festival della lettura, il lavoro quotidiano del bibliotecario che segnala, suggerisce, propone. Una promozione costante, fatta al banco del reference e sui canali social. Nelle pagine di siti, nei blog, in tutte le occasioni di incontro con i lettori. Vengono anche utilizzati i 4 spazi della biblioteca (lo spazio di ispirazione, lo spazio di apprendimento, quello di incontro e lo spazio performativo) per favore l’incontro con i libri che possono aiutare nelle attività, associate agli spazi: scoperta, partecipazione, esperienza, creatività

I bibliotecari promuovono la lettura in ogni occasione del loro lavoro. È, appunto, una parte importante della loro missione professionale. Lo fanno pervicacemente, strenuamente, senza arrendersi. Guidati dalla speranza.

D’altronde, se i bibliotecari, i librai, gli insegnanti ed in generale gli operatori della filiera del libro non coltivassero più la speranza di poter vivere, un giorno, in un paese dove la lettura è un evento ordinario e normale, allora la storia sarebbe davvero finita: tanto varrebbe da domani gestire un chioschetto di hamburger nel parco, coltivare miele biologico, aiutare gli anziani del condominio, o scegliersi qualunque altra attività lecita con la quale mettere assieme il pranzo con la cena. Se non ci fosse più margine per questa speranza, allora sarebbe davvero dura per noi passare la giornata in mezzo ai libri e agli utenti, inventarsi mille modi per catturare un lettore in più, sperimentare sempre nuove occasioni per far scoccare scintille tra i libri e le persone.

Che dire … non ci si arrende. Resistenti e resilienti. Leggere, leggere tutti, leggere di più. Perché?

Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere  

(Michel Foucault)