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Ho appena finito di leggere gli ultimi 5 libri di Luisa Carrada. Gli ultimi 2, Scrivere che bello! e Paroline & Paroloni sono stati un gradito regalo di Natale insieme all’ultimo lavoro di Annamaria Anelli (che recensirò in altro post).

La collana a cui appartengono, edita da Zanichelli, è Chiavi di scrittura. Cinque guide, pubblicate a partire da fine 2017 ad ottobre 2018, così leggere che stanno in tasca. 

Per ogni tema, consigli semplici e brevi da mettere subito in pratica e tanti esempi per scrivere in modo chiaro ed efficace, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

Le guide hanno uno stile e un tono di voce inconfondibili, una freschezza ed originalità che le rende uniche. E’ lo stile di Luisa Carrada che, si è già capito, è una delle mie autrici professionali preferite per la sua capacità di rendere accessibile quello che è complesso e piacevole ciò che sembra così impegnativo da scoraggiarci.

Una elemento che prediligo nei saggi di Luisa è la presenza costante di esempi e di casi concreti: un modo elegante per rassicurare il lettore e dirgli, coraggio, ce la puoi fare.

[…]un allegro e liberatorio lasciarci andare che ci rende più produttivi e propizia la nostra creatività.

I primi tre: Guida di stile, Scrivere un’email, Struttura & Sintassi.

Si ritrovano i capisaldi di quanto Luisa scrive nel suo blog, ha scritto in quello che è stato ed è ancora il maggior riferimento per la scrittura professionale (Ilmestierediscrivere) e insegna nei suoi corsi.

Una scrittura chiara, naturale, senza ridondanze inutili e, soprattutto, priva di frasi fatte e di espressioni gergali così amate da certi linguaggi aziendali e istituzionali.

L’invito è quello di avere la capacità di scrivere e riscrivere con consapevolezza (e questo è Guida di stile), acquisire Struttura & Sintassi chiare e trascinanti come l’acqua che scorre, Scrivere un’email con voce sicura, limpida, tua.

Leggendo concetti, consigli, regole, mi ci sono ritrovata e la sensazione è stata tranquillizzante. La stessa sensazione di quando ti ritrovi con un amico di vecchia data, col quale i racconti comuni proseguono senza che, da un’occasione di incontro all’altra, si interrompano mai veramente. Nella consapevolezza che dal dire al fare (nella scrittura) c’è sempre quel mare di mezzo che occorre mantenere mare e non trasformare in oceano.

Ma, attenzione, il timore di non riuscire a mettere in pratica quello che si è letto e si condivide, è solo una parte minima parte delle sensazioni che i libri trasmettono. Preponderante è quell’aura di leggerezza, quel gusto piacevole di riscoprire la lingua e le sue regole, la sensazione di libertà nello scegliere consapevolmente forma, tono e struttura dei contenuti. Per renderli comprensibili, avvincenti e originali.

 

Paroline & Paroloni e Scrivere che bello!

E veniamo agli ultimi due: quelli che mi sono piaciuti di più.

Paroline & Paroloni è una surfata (sì, non mi sono sbagliata a scrivere) su onde di parole alte qualche metro. Sensazione straordinaria. Si plana lungo le pareti dei periodi eseguendo con le parole manovre e acrobazie a seconda della forma della parete d’acqua (il significato che si vuole dare al testo). Onde alte, dicevo, perché:

per far vedere e sentire, di parole ne servono proprio tante: astratte, concrete, vicine, lontane, brevi, lunghe, comuni e ricercate, persino eccentriche.

Quello che mi colpisce nella prosa di Luisa è l’uso spesso sorprendente delle parole in contesti in cui normalmente non sono utilizzate. Avreste mai definito la scrittura smagliante?  O pensato che i testi, come noi, hanno bisogno di dormire? Oppure che le parole possono essere rotonde, pesanti, delicate, vibranti, volteggianti, scure ? (leggere con particolare attenzione la pagina 89). E che le paroline ( articoli, preposizioni, congiunzioni, pronomi, …) possono trasformarsi da neglette a decisive ?

Finisco con Scrivere che bello!  Leggendolo la prima reazione è stata: ma questo doveva essere il primo dei 5 libri !  Poi, riflettendo, mi contraddico e penso che è la giusta conclusione di un articolato processo in fasi, in cui, passo dopo passo, si raggiunge l’obiettivo della visione del processo, la più ampia possibile.

Di cosa parla questa quinta guida? Luisa ci accompagna nel viaggio della stesura del testo. Un viaggio che è anche introspezione, conoscenza di sé. Dall’ispirazione al documentarsi, dall’incubare l’idea (che spesso nasce da sola) allo strutturare il percorso. Dallo scrivere, come corsa senza sosta, alla revisione (il grande lavoro invisibile). Il libro si chiude con un imprevedibile elogio della scrittura a mano, del tratto leggero, della bellezza del segno. Per provare stupore e appagamento.

Che dire? Anche se attingo a piene mani al tesoro del vocabolario … sono rimasta senza parole 😉

 

 

I 5 nuovi libri di Luisa Carrada, perché scrivere non è mai stato così bello
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One thought on “I 5 nuovi libri di Luisa Carrada, perché scrivere non è mai stato così bello

  • 27 Dicembre 2018 at 9:07
    Permalink

    Cara Anna,

    che bel regalo di Natale che mi hai fatto!
    Grazie, ne sono onorata e felice 🙂

    Luisa

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