Makerslab, l’esperienza delle biblioteche del CSBNO

Nel processo di definizione delle “personas” può accadere di descrivere esigenze diverse rispetto a quelle che tradizionalmente pensiamo siano associate ai nostri pubblici. E’ infatti proprio dell’approccio “personas”, l’uscire dagli schemi tradizionali e recepire necessità e bisogni “out of the box” dei pubblici.

Recentemente ho approfondito il tema “personas” per la redazione di un mio nuovo testo. Nella fase di raccolta di esperienze e idee, ho partecipato ad un interessante incontro a Fano, presso la MEMO Mediateca Montanari, organizzato insieme a CSBNO. Il gruppo del quale ho fatto parte, ha messo a punto un’interessante esempio di personas.

Francesco, 20 anni, studente di informatica

Si tratta di Francesco (il nome l’ho scelto io), 20 anni, studente di informatica. Francesco si racconta e condivide la sua grande passione: scoprire e fare cose nuove. Questo per lui, appassionato di tecnologia, si traduce nel realizzare nuove componenti e apparati hardware. Il suo problema è lo spazio dove poter dare libero sfogo alla sua passione. Infatti, è uno studente fuori-sede e in casa con i coinquilini è un problema muoversi. Ma non solo spazio fisico dove lavorare in tranquillità ma anche occasioni di incontro con altri che hanno i suoi stessi interessi. Francesco ha bisogno, quindi, di uno spazio-laboratorio e di uno spazio di incontro.

L’esperienza dei makerslab nel CSBNO

Mi sono domandata se effettivamente la biblioteca potrebbe essere il luogo adatto a Francesco. Ovviamente, ripensando ai 4 spazi e, in particolare, allo spazio performativo e allo spazio di incontro, la risposta è scontata. Ho cercato, a questo punto, esempi di esperienze italiane e, dopo una breve ricerca, sono entrata in contatto con Giovanni Mojoli grazie a Valentina Bondesan. Entrambi sono del CSBNO e Giovanni segue, in particolare, proprio i progetti di “creatività” delle diverse biblioteche della rete. Mi ha fornito materiali, informazioni, spunti di riflessione. In altre parole mi ha svelato esperienze che non conoscevo. E di questo lo ringrazio moltissimo. Purtroppo ho inserito solo una piccola parte di quanto ha condiviso nel testo al quale ho lavorato per problemi di dimensioni massime raggiungibili . Desidero, quindi, dare spazio adeguato in questo post e in altre occasioni (soprattutto formative) a quanto ho appreso.

Le personas

Non è un caso che Giovanni Mojoli abbia scelto proprio alcune personas per aiutarmi a comprendere meglio cosa accade nei makerslab. Infatti, in questo modo è riuscito a trasmettere clima e lavoro. Con una descrizione teorica e asettica non avrebbe raggiunto l’obiettivo di farmi “sentire” lo spirito dei makerslab. Uno spirito che risente in modo positivo della partecipazione volontaria delle persone che contribuiscono ad animarli, soprattutto a titolo volontario. Molto interessanti (e utili) sono i link presenti nel testo. E’ un modo per andare a “vedere da vicino” queste realtà protagoniste di percorsi e esperienze straordinarie.

Il Makerslab del Pertini a Cinisello Balsamo

Alessandra ha accompagnato Valentina e Marco all’evento CoderDojo organizzato al Pertini da Hubout Makerslab insieme a CoderDojo DXC Italia. Valentina sta realizzando un rover Arduino in grado muoversi in autonomia evitando gli ostacoli per partecipare alla prossima edizione di Coolest Project.  Marco, invece, è più interessato a creare videogiochi.

Dopo aver fatto un giro in biblioteca, Alessandra, per ingannare il tempo, si è portata un lavoretto da fare. E’ appassionata di crafting e in particolare ha pinze ed il filo da bigiotteria.

Organizzare insieme, condividere, crescere

Stefano, un mentor del lab, si incuriosisce e le racconta delle altre realtà di making ed artigianato digitale ed analogico attive nelle biblioteche del CSBNO. Stefano conosce ad esempio un gruppo di appassionate/i che presso Tilane Digital Fab esplorano oreficeria e vetrofusione con un piccolo forno per il quale altri appassionati stanno progettando un controllo con Arduino. A questo punto Stefano, Alessandra, insieme al gruppo progettano un workshop di bigiotteria.

Hacklab di Cormano e Tilane Digital Fab

Salvatore, che vive a Cormano, ha comperato una stampante 3D in kit ma non è mai riuscito a farla funzionare. Gli segnalano che c’e’ un gruppo di appassionati che si trova in biblioteca: HackLab Cormano. Qui conosce Piero, che sta partecipando ad un percorso di acquisto e montaggio collettivo di stampanti 3D presso Tilane Digital Fab.

In questo modo potranno lavorare insieme e finalmente Stefano riuscirà a far funzionare la sua stampante 3D.

Spazio DiVittorio22, Novate

 Alberto partecipa ad una presentazione su Arduino presso lo spazio DiVittorio22 di Novate Milanese, tenuta da mentor di Hubout Makerslab. Insieme a loro inizia ad esplorare il mondo della domotica open source.

Da questa veloce carrellata i primi concetti che ci rimangono sono due. E’ chiaro che è possibile creare nuovi spazi di collaborazione e accoglienza. Non solo, ma si può fare squadra lavorando con le diverse biblioteche del territorio, creando eventi e occasioni di incontro interdisciplinari. E non è tutto.

I makerslab infatti, sono, contemporaneamente, spazi di apprendimento, spazi performativi e spazi di incontro. Spazi in cui formazione, esperienze e creatività si incontrano per favorire partecipazione e innovazione. In questo modo la biblioteca offre nuove occasioni di accoglienza e incontro e diventa, sempre di più “hub di comunità”.

Biblioteche e cultura digitale diffusa (il ruolo anche dei makerslab)

E per concludere cito ancora Giovanni:

Le biblioteche pubbliche nel continuo tendere al facilitare l’arricchimento delle persone e delle comunità stanno gradualmente ri-bilanciando i loro sforzi affiancando al lavoro di continuo aggiornamento, mantenimento delle raccolte documentali e miglioramento della loro fruibilità ed accessibilità un impegno in crescita verso nuove attività ed obiettivi. Tra questi in particolare sono sempre più obiettivi strategici la creazione di una cultura digitale diffusa e il ruolo della biblioteca come abilitatore delle comunità locali.

Le tecnologie digitali sono e con ogni probabilità saranno sempre più pervasive, rimanerne esclusi o averne un utilizzo limitato e passivo, anche senza pensare ad una futura carriera in ambito strettamente tecnologico, impedisce di fatto una piena cittadinanza ed impedisce di avere una comprensione sufficiente della realtà attuale, dove la rivoluzione digitale è il più potente agente di cambiamento.