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Manfrediana 200 anni: un compleanno importante per la biblioteca di Faenza.

Qualche giorno fa, l’ho visitata per la prima volta. Incredibile, vero? Essere di Ravenna e non avere mai avuto occasione di andare in Manfrediana (35 km da casa mia)!  E aggiungo, lavorare da 17 anni nel settore e aver visitato decine di biblioteche in varie parti d’Italia. Ultimo elemento, la Manfrediana fa parte del Polo di Romagna, uno dei sistemi storici che adottano il software dell’azienda per cui ho lavorato e per la quale lavoro ancora. E non esserci mai entrata. Insomma, quasi inammissibile.

Bene. Sono andata a Faenza, ho colmato la lacuna ed è stato un incontro straordinario che merita di essere raccontato.

Credits: Manfrediana

Devo dire che ogni volta che entro in una biblioteca, anche se è la prima volta ho sempre una sensazione bellissima: mi sento a casa. La biblioteca può essere antica, moderna, piccolina, con spazi luminosi o con salette dalla luce soffusa. Sempre la stessa sensazione: casa.

Sarà perché i libri sono una parte fondamentale della mia vita, sarà che mi piace il loro profumo, sarà che il solo vederli mi dà una sensazione piacevole.

In Manfrediana, ovviamente non ci sono state sorprese: casa.  Ma non ho provato solo questo.

Prima di tutto mi sono ritrovata in un ambiente curato. Ci sono le vetrine e la porta a vetri del primo piano, in cima allo scalone che brillano. Non c’è un granello di polvere, non c’è un cartello attaccato male e non esiste lo scotch del carrozziere (a questo proposito consiglio la lettura del mio post sull’ultimo libro di  Mariastella Rasetti). I pochi cartelli son ordinati, efficaci e chiari. Le piante sono bellissime, fresche, senza polvere. Non c’è un pezzetto di niente né sulle scale né nelle sale. Direte: ci mancherebbe! Ma non è sempre così, credetemi.

E così, quando cammini lungo le sale o i corridoi, ti guardi intorno e ti accorgi che stai sorridendo.

Da un erbario in esposizione in Manfrediana      Credits: Giulia Chiara Staffa 

 

Le sale sono molto belle e diversissime fra loro: l’Aula Magna, la sala Dante, la sala Ragazzi, lo spazio giovani (Culture Club), la sala del Settecento, la Zauli Naldi, solo per citare le principali.

Manfrediana 200 anni
Denise Picci in Libraia Zauli Nardi
La visiti e sfiori le pareti, i tavoli, gli scaffali, con lo sguardo. Le persone alzano gli occhi e sorridono.
Ecco. Mi hanno colpito i sorrisi. Il clima di accoglienza, il modo di porsi dei bibliotecari, l’atteggiamento con gli utenti. Famigliare ma reciprocamente molto rispettoso, simpatico ma molto professionale. Un clima sereno, piacevole, caldo. Al punto che ad un certo punto mi sono ritrovata a dirmi, fra me e me: come si sta bene. E guardando le persone ho colto nel loro atteggiamento la stessa sensazione.
Càspita come si sta bene in Manfrediana.
Ecco. tutto qui.
E vi pare poco?
Manfrediana 200 anni
Un grazie speciale a Daniela Simonini, direttrice e ospite squisita e a Denise Picci con le quali ho visitato la Biblioteca.
Manfrediana 200 anni
Daniela Simonini (peccato che la foto sia venuta un pò sfuocata) in Libraria Zauli Naldi

Maggiori informazioni sulla Biblioteca nel sito della Manfrediana.

Se poi siete amanti dei gatti, non perdetevi la pagina dedicata alle persone 🙂

Manfrediana 200 anni di una splendida biblioteca
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