Manfrediana 200 anni di una splendida biblioteca

Manfrediana 200 anni: 25 novembre 1818 – 25 novembre 2018. Un compleanno importante per la biblioteca di Faenza.

Qualche giorno fa, ai primi di novembre 2018, l’ho visitata per la prima volta. Incredibile, vero? Essere di Ravenna e non avere mai avuto occasione di andarci anche se è solo a 35 km da casa mia!  E aggiungo, lavorare da circa 20 anni nel settore e aver visitato decine di biblioteche in varie parti d’Italia e non essere mai entrata in Manfrediana. Insomma, quasi inammissibile.

Bene. Sono andata a Faenza, ho colmato la lacuna ed è stato un incontro straordinario che merita di essere raccontato.

Devo dire che ogni volta che entro in una biblioteca, anche se è la prima volta ho sempre una sensazione bellissima: mi sento a casa. La biblioteca può essere antica, moderna, piccolina, con spazi luminosi o con salette dalla luce soffusa. Ma la sensazione è sempre la stessa. Sarà perché i libri sono una parte fondamentale della mia vita, sarà che mi piace il loro profumo, sarà che il solo vederli mi dà una sensazione piacevole.

In Manfrediana, ovviamente non ci sono state sorprese: mi sono sentita a casa.  Ma non ho provato solo questo.

Prima di tutto mi sono ritrovata in un ambiente curato. Ci sono le vetrine e la porta a vetri del primo piano, in cima allo scalone che brillano. Non c’è un granello di polvere, non c’è un cartello attaccato male e non esiste lo scotch del carrozziere (a questo proposito consiglio la lettura del mio post sul libro di  Mariastella Rasetti). I pochi cartelli son ordinati, efficaci e chiari. Le piante sono bellissime, fresche, senza polvere. Non c’è un pezzetto di niente né sulle scale né nelle sale. E così, quando cammini lungo le sale o i corridoi, ti guardi intorno e ti accorgi che stai sorridendo.

Le sale sono molto belle e diversissime fra loro: l’Aula Magna, la sala Dante, la sala Ragazzi, lo spazio giovani (Culture Club), la sala del Settecento, la Zauli Naldi, solo per citare le principali.

 Intanto che la visiti, con lo sguardo sfiori le pareti, i tavoli, gli scaffali. Le persone alzano gli occhi e sorridono. Mi hanno colpito i sorrisi. Il clima di accoglienza, il modo di porsi dei bibliotecari, l’atteggiamento con gli utenti. Familiare ma rispettoso, simpatico ma molto professionale. Un clima sereno, piacevole, caldo. Al punto che ad un certo punto mi sono ritrovata a dirmi, fra me e me: come si sta bene. E guardando gli “utenti” ho colto nel loro atteggiamento la stessa sensazione. Càspita come si sta bene in Manfrediana.

Un grazie speciale a Daniela Simonini, direttrice e ospite squisita

Daniela Simonini (peccato che la foto sia venuta un pò sfuocata) nell’Archivio Zauli Naldi

e a Denise Picci, collega di grande esperienza (e con una dote innata di una straordinaria ironia), con le quali ho visitato la Biblioteca.

Manfrediana 200 anni
Denise Picci in Libraria Zauli Naldi

Maggiori informazioni sulla Biblioteca nel sito della Manfrediana.

Se poi siete amanti dei gatti, non perdetevi la pagina dedicata alle persone 🙂