Nuovi spazi per un polo culturale da (ri)scoprire, a Ravenna

L’11 giugno 2021 è una data importante per Ravenna: nasce il Polo Culturale San Pietro Crisologo. Costituito dalla Biblioteca Diocesana e dell’Archivio arcivescovile di Ravenna il nuovo Polo Culturale è intitolato al teologo e dottore della Chiesa, vescovo di Ravenna dal 433 al 450. Biblioteca e archivio trovano ospitalità in una nuova struttura, risultato di una efficace ristrutturazione di un ex cinema collocato nel centro di Ravenna, vicino al Duomo.

Il nuovo Polo Culturale unisce la modernità degli spazi sottolineata dal bianco delle pareti e dalle linee essenziali delle strutture, con un patrimonio straordinario, da (ri)scoprire.

A piano terra hanno trovato collocazione i due fondi librari che costituivano, rispettivamente, la Biblioteca del Seminario “Ss. Angeli Custodi” e la Biblioteca Arcivescovile di Ravenna che non esistono più come strutture e dal cui “incontro” è nata la Biblioteca Diocesana. Nel soppalco c’è l’Archivio Storico Diocesano di Ravenna e Cervia. Un Polo Culturale, quindi, con due anime, bibliotecaria e archivistica.

La missione

Don Lorenzo Rossini, direttore della Biblioteca e dell’Archivio, che mi ha accompagnata nella vista al nuovo polo, mi ha fatto notare come la missione di questo polo sia chiara fin dalla scelta del suo nome: San Pietro detto il Crisologo, dalla parola d’oro. La parola, che è tramite della cultura e nello stesso tempo è strumento per la diffusione della Dottrina della Fede. Don Lorenzo parla del Polo Culturale come di

un luogo in cui la Chiesa annuncia il Vangelo attraverso la Cultura e offre ai cittadini di Ravenna la storia del nostro territorio, la storia della nostra comunità cittadina e della nostra Chiesa locale.

Ma fermarsi ai cittadini ravennati sarebbe riduttivo. Nel patrimonio conservato nel Polo Culturale ci sono esempi e tracce del passato della città che diventano patrimonio di tutti, così come lo sono i mosaici delle Chiese ravennati. Infatti il Polo, come dice Don Rossini, può essere l’occasione per

conoscere e approfondire tematiche legate a quell’intreccio fra arte e fede che proprio qui a Ravenna trova esempi straordinari.

Il percorso del Polo Culturale è solo all’inizio. Nelle intenzioni del suo Direttore e della Curia ravennate ha la potenzialità per diventare un luogo di produzione di cultura con incontri, conferenze, iniziative. Proprio per la sua natura sono ovviamente prevalenti i temi che riguardano l’ambito delle materie ecclesiastiche ha le potenzialità per essere, proprio grazie al suo patrimonio, un punto di riferimento per gli studiosi e i ricercatori che si occupano di storia e di arte e non solo di tematiche religiose.

Il Polo Culturale San Pietro Crisologo vuole essere anche uno spazio di incontro e di accoglienza: le sue sale si sono aperte fin da subito per gli studenti e le studentesse che scelgono di venire a studiare nella sua atmosfera. Parlo di atmosfera non a caso perché il contrasto fra gli scaffali aperti che contengono i fondi e l’ambiente moderno, quasi di design, che li ospita crea un contrasto piacevolissimo.

Il patrimonio

Il patrimonio della biblioteca supera gli 80.000 documenti prevalentemente di temi ecclesistici. Di grande valore il posseduto dell’Archivio, annoverato fra i più antichi del mondo occidentale. Ecco qualche esempio.

Un papiro del VI secolo

Fra i documenti più antichi ecco questo papiro del VI secolo. Ormai estremamente frammentario, raccoglie la testimonianza del goto Gundila che chiedeva al vicario imperiale la restituzione di alcuni beni rubati.

Pietro, figlio di Dante Alighieri

Per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il Polo San Pier Crisologo ha proposto

due documenti, provenienti dalla biblioteca e dall’archivio. Il primo è un incunabolo stampato a Venezia nel 1491 della Commedia commentata da Cristoforo Landino e decorata da xilografie dipinte a mano. Il secondo è una sentenza pronunciata contro (tra gli altri) Pietro Alighieri, figlio del poeta, per il mancato pagamento delle tasse sul beneficio ecclesiastico di cui era titolare a Ravenna; documento importantissimo perché, essendo datato 1320, costituisce una delle prove della presenza della famiglia Alighieri a Ravenna in quel periodo.

Tratto dalla pagina Facebook della biblioteca

Un fumetto ante litteram?

Un altro interessante documento del nostro archivio: redatto nel 1309 durante il processo inquisitoriale all’ordine dei templari, rappresenta un minuzioso inventario di tutti i beni dei cavalieri dell’ordine nel bolognese. Oltre che per mostrare la perizia certosina che gli inquisitori usavano nelle indagini dei loro processi (che proprio per questo duravano anni), è interessante per lo strano disegno di una mano che spezza la seriosità del documento, quasi un fumetto ante litteram; probabilmente fungeva da separazione tra due parti del documento scritte in momenti diversi.

Concludo con questo bellissimo video, realizzato proprio per la settimana del 700 anniversario di Dante. Un video che ci porta ad incontrare non solo il Polo Culturale di San Pietro Crisologo e il suo posseduto, ma anche Ravenna e i suoi mosaici.

Per saperne di più e seguire il percorso del “nuovo” polo:

la pagina Facebook, il profilo Instagram, la sezione del sito della Curia ravennate.