Tra passato e futuro nella Sala del Dottorato dell’Università di Perugia

Il 24 settembre si è svolta l’edizione 2021 di Sharper caratterizzata da moltissimi appuntamenti e attività organizzate dalle diverse università aderenti.

Fra le varie iniziative di quest’anno dell’Università di Perugia, “Tra passato e futuro” è un video bellissimo che merita un approfondimento.

La Sala del Dottorato

Protagonista del video è la Sala del Dottorato che Monica Fiore, responsabile del Fondo antico dell’Università di Perugia e presidente in carica di AIB Umbria, ci accompagna a scoprire.

Monica sottolinea che il

video è stato realizzato, come l’evento che si è svolto il 24 settembre per la notte di Sharper, per far conoscere la biblioteca della Sala del Dottorato e sensibilizzare sull’importanza della prevenzione per la conservazione del patrimonio librario antico.

Sala del dottorato

La Sala deve il suo nome all’aver ospitato in passato le sessioni di laurea. È uno dei luoghi più preziosi dell’Ateneo sia per gli splendidi affreschi che per il patrimonio librario conservato. Si trova al piano nobile di Palazzo Murena, edificio, attuale sede del Rettorato, che deve il proprio nome all’architetto Carlo Murena (Rieti, 1713-1764). Murena ne curò la progettazione e la direzione dei lavori a partire dal 1740. Il palazzo era in origine un monastero dell’ordine Olivetano, e la “sala del Dottorato” corrisponde all’antica Libraria dei monaci. Sia il vestibolo che la sala principale sono completamente affrescati, ad opera di due pittori perugini: Giovanni Bevilacqua (secolo XVIII) e Vincenzo Monotti (Perugia 1734-1792).

Sala del dottorato

Il posseduto

Circa 10.500 libri da conservare e valorizzare. Un patrimonio da proteggere e di cui vengono monitorate e studiate le condizioni di conservazione da parte di un gruppo di esperti: restauratori (Marta Silvia Filippini e Maria Chiara Brancaleoni), che stanno portando avanti un progetto pilota di restauro e messa in sicurezza di alcuni volumi e ingegneri ci parlano, nel video, del loro lavoro. In particolare, il team di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria tiene sotto controllo e rileva eventuali criticità che possono creare problemi al patrimonio.

Un lavoro di squadra, sottolinea Monica Fiore,

fondamentale così come il gruppo che si è costituito con professionalità diverse all’interno dell’Ateneo, il bibliotecario conservatore e gli ingegneri, a cui si sono uniti come professionisti esterni i restauratori. Le attività proseguono, per individuare le criticità e proporre soluzioni, valutando anche l’impatto dei cambiamenti climatici e l’utilizzo di soluzioni tecnologicamente avanzate.

Dal lavoro dei restauratori con il controllo capillare dello stato dei volumi si stanno concretizzando proposte di messa in sicurezza e soluzioni ad hoc, soprattutto sostenibili, tanto più necessarie se si volesse procedere alla digitalizzazione.

Ingegneria e cultura

Ormai da due anni, Elisa Moretti, prof.ssa associata Dipartimento di Ingegneria insieme ai dottorandi Ettore Stamponi e Maria Giulia Proietti hanno messo sul campo una campagna sperimentale che monitorizza nella Sala del Dottorato le 3 grandezze principali che potrebbero essere potenzialmente dannose per i libri:

l’umidità relativa, la temperatura e l’illuminamento. Alte concentrazioni di umidità relativa possono portare all’insorgere di muffe e quindi un danno biologico per il libro. alti valori di temperatura o forte oscillazione di quest’ultima e l’illuminamento possono portare a danni meccanici e quindi ad una vera propria rottura delle pagine del libro .

Il bibliotecario conservatore

Essenziale è il lavoro e la presenza dei bibliotecari. Come, infatti, ci dice Monica Fiore:

i libri antichi sono l’unico esempio di bene culturale che per essere fruito ha necessità di essere manipolato. La manipolazione deve essere attenta per non apportare danni a questo bene ma il libro deve essere fruito. Per questo motivo è importante che chiunque posta toccarli leggerli sfogliarli correttamente. Questo è il compito dei bibliotecari. I bibliotecari conservatori educano chi utilizza i volumi a una corretta fruizione e lavoriamo perché tutti possano accedere a questo immenso patrimonio. 

Il lavoro di studio e progettazione che sta interessando il Dottorato potrebbe essere utile anche per realtà analoghe, sicuramente per altri nuclei di volumi antichi, rari e di pregio, più o meno grandi, presenti presso le altre dodici biblioteche dell’Università di Perugia, curati da bibliotecarie specializzate. Insieme da anni assicuriamo il Servizio Fondi storici.

Altri contributi

Molto interessanti, nel video, sono gli interventi di Giovanna Giubbini, Soprintendente archivistico e bibliografico per l’Umbria e del Ten. Col. Guido Barbieri Comandante Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Perugia.

Il dietro le quinte

Un ringraziamento speciale a Massimiliano Trevisan che per Sharper ha realizzato questo racconto in video della Sala del Dottorato, con la collaborazione di Daniele Scialò per la presa diretta.

E ora non ci resta che visitare la Sala del dottorato (almeno in video).

Certo che ad un’osservatrice “lontana” viene proprio voglia di visitarla questa Sala speciale. Camminare sfiorando i dorsi delle legature: sono centinaia, migliaia, allineate ordinatamente. Si alternano colori tenuti, alcuni più forti. Dorso dopo dorso, storia dopo storia. Viene voglia di prenderne in mano qualcuno, magari sfilandolo dalla custodia di protezione e poi, scorrendo con le dita i solchi delle decorazioni incise o la morbidezza setosa di certe pagine…