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Scrittura, dal dizionario Treccani : Rappresentazione visiva, mediante segni grafici convenzionali, delle espressioni linguistiche

La scrittura come rappresentazione dell’espressione linguistica, cioè della parola “detta”.

Niente di nuovo sotto il sole. Ma perché parto dalla definizione di scrittura per una breve riflessione sul tema scrittura per il web?

Proprio perché il web, dove noi viviamo la nostra vita digitale, più di ogni altro ambiente ha bisogno di una parola “scritta” molto vicina alla parola “detta”.

scrittura web copywriting

Vorrei riprendere quanto ho accennato anche in diversi punti del mio librino “Come fare marketing digitale in biblioteca“.

I testi hanno due valenze importanti: i contenuti (cioè di cosa ho deciso di parlare) e come sono scritti, cioè la scrittura.

I contenuti sono fondamentali nella strategia di inbound marketing: le nostre user personas entrano nel sito della biblioteca per scoprire le novità, passano nella pagina Facebook per leggere le notizie e avere qualche proposta di lettura, riprendono la nostra email per verificare le modalità di partecipazione a un incontro, scaricano l’ebook gratuito della biblioteca dopo essersi iscritti e altro ancora.

La modalità con cui entrano nel sito, nei social della biblioteca fa parte dei meccanismi della rete, sui quali possiamo agire. Ma quello che è fondamentale che quando il visitatore che entra per la prima volta o il nostro utente che torna a visitare gli ambienti digitali della biblioteca (o del museo), trovino accoglienti anche linguaggio adottato e tono di voce.

Infatti, scegliere di cosa trattare è fondamentale ma dobbiamo prestare particolare attenzione a come proporre i nostri contenuti.

Scrivere per il web non è come scrivere un testo per la carta: significa conoscere, imparare e seguire le sue regole. Regole che ci aiutano ad essere più comprensibili e che ci fanno comunicare meglio, come osserva giustamente Valentina Falcinelli:

Un testo amichevole riesce ad arrivare dritto al cuore delle persone. Si fa leggere, come un bravo oratore si fa ascoltare. Non si chiude, tronfio e duro, ma si tende elastico e morbido come se le sue parole fossero piccole braccia; si apre come se le interlinee fossero bianchi denti di un sorriso sincero.

Molto spesso nei siti di biblioteche, musei, anche in molti siti di scuole e università, per non parlare dei siti di comuni e regioni, il linguaggio utilizzato è terribile. Il termine è forte ma descrive situazioni ancora oggi molto diffuse. Ci troviamo di fronte a veri e propri muri di parole, a frasi lunghissime che alla fine risultano incomprensibili.

E’ quello che viene chiamato istituzionalese, che è parente prossimo dell’aziendalese.

Il risultato è che dopo poche righe si abbandona la lettura con sensazioni fra lo sconfortato e l’irritato. La lettura sul pc ma, soprattutto, sugli smartphone e sui tablet è una lettura veloce, che segue lo schema della “lettura ad F”.  Consiglio, su questo argomento, la lettura di questo post del blog ilmestierediscrivere. Nel post Luisa Carrada,  riprende e illustra quanto scritto da Nielsen nell’ormai preistorico 2007.

Quindi, contenuti di qualità, scelti in base del tipo di utenza a cui ci rivolgiamo, ma caratterizzati dall’uso di un linguaggio chiaro e fluido.

Un linguaggio naturale, molto vicino al linguaggio natura, alla parola “detta”.

 

Scrittura per il web e cultura

Devo ammettere che anch’io, che sono di formazione classica, all’inizio ho avuto delle difficoltà. Approfondendo il tema della scrittura, studiando e confrontandomi con autrici come Annamaria Anelli, Luisa Carrada, Valentina Falcinelli, il mio modo di scrivere nel web è cambiato profondamente.

Credo che questo sia importante per chi, come me, fa formazione su questi argomenti: il processo di autocritica e di modifica personale fa comprendere meglio l’essenza del cambiamento.

Inoltre, mi sono trovata a dover fare una sorta di traduzione simultanea per il mondo della cultura. Infatti testi e pubblicazioni su questo argomento sono di norma orientati all’ambiente privato. Ciò che si propone in biblioteca o in un museo è molto diverso e dalla promozione di un prodotto commerciale e questo si riflette in entrambi gli aspetti: cosa e come scrivere.

Nella mia esperienza, però, posso confermare che le biblioteche che hanno portato cambiamenti nei loro testi e nel loro modo di scrivere in rete hanno avuto un riscontro positivo in termini di aumento della popolarità nei sociale  di miglioramento di numero di visite nel loro sito/portale. Ho tenuto diversi webinar per DMacademy su questo argomento e quello che mi ha gratificato di più è tornare su una pagina web di una biblioteca i cui bibliotecari hanno partecipato ad un corso e leggere il testo modificato, quasi irriconoscibile rispetto al passato.

 

Qualche pillola sull’argomento?

Usare frasi brevi di 20 – 30 parole, dimenticarmi delle subordinate (io che le usavo moltissimo), non è stato immediato.

Non parliamo poi dell’eliminare le parole inutili e le frasi fatte che fanno parte del nostro uso corrente (solo un paio di esempi di quella che sarebbe una lunga lista):

  • a partire dal 1 marzo, basta scrivere : dal 1 marzo
  • tecnologie innovative: perché una tecnologia è arretrata?

Uso molto di più gli aggettivi, più verbi e meno sostantivi. Invece di scrivere “effettuare la cancellazione” non trovate che è molto più gradevole (e immediato) usare “cancellare” ?

Ho quasi completamente sostituito gli avverbi, io che ne usavo a pacchi:

  • al più presto invece di tempestivamente
  • per caso al posto di casualmente, ecc ecc

Oltre a semplificare la sintassi ora cerco il tono di voce più adatto.

Annamaria Testa ce lo spiega così:

Dunque, il suono della parola scritta è fatto sì della risonanza di ogni singola parola, ma anche di qualcos’al
tro. Anzi, di tutto quant’altro può aiutare il lettore a immaginare, intuire, ricostruire, a partire da quello che potremmo chiamare il “suono mentale” della parola, anche tutte le sfumature sonore (il tono di voce o il “gesto”, per dirla con Bateson) che quella parola scritta avrebbe avuto, nelle intenzioni dell’autore, se fosse stata una parola parlata.

Tutto qui? assolutamente (avverbio !!!) no 🙂

Dobbiamo imparare ad essere asciutti, eliminare le ridondanze inutili, fare attenzione alla forma.

E poi? Ci sarebbe ancora molto altro ma, per il momento, mi fermo qui.

Scrittura web, due parole per fare la differenza
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