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#noidellaHortis: alla scoperta dei social della Hortis con Cristina Fenu

Conosco Cristina da qualche anno ma di recente ci siamo ritrovate in occasione di un corso AIB FVG. Ho scoperto così che è lei la “social media cosa” (perdonatemi la citazione scherzosa, ma fa parte ormai del gergo ed è acquisita anche da soggetti istituzionali come il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia !) di una pagina Facebook interessante e coinvolgente. E allora le chiesto di raccontarsi e raccontarci della Hortis.

Siete pronti? ci saranno anche delle sorprese … #nonsoloHortis 😉

Biblioteca Hortis ha una pagina Facebook dal 10 gennaio del 2014, da quando l’amministrazione comunale triestina ha deciso di spingere sull’acceleratore della comunicazione 2.0. Ne sono l’editor da sette anni, un mese e 15 giorni. Sì, la redazione social di questa pagina ha due mani e una testa.

Ma facciamo le presentazioni come si deve, con carta d’identità e stato di famiglia.

Facciamo le presentazioni: la Hortis

Biblioteca civica Attilio Hortis è una biblioteca di conservazione fondata nel 1793. Attualmente è bilocata, tra la sede storica di Palazzo Biserini, in attesa di completa ristrutturazione, e la vicina sede provvisoria da 13 anni, che accoglie gli uffici e gli utenti ed ospita la collezione caratterizzante la missione della biblioteca: la Raccolta Patria. La dicitura fa tanto Italia ma ricordiamoci che la biblioteca è nata quando Trieste era il porto dell’Impero asburgico. E questo ne fa uno scrigno di memorie davvero unico.

La Hortis conserva, dunque, e valorizza opere di autori e editori triestini e documenta la storia della città. Il palazzo che ci ospita è stato in precedenza un carcere e le sue fondamenta poggiano su un antico cimitero. Le premesse per la conservazione del cliché della biblioteca come autoreferenziale luogo di silenzi ci sarebbero tutte.

E invece no, ci siamo #noidellaHortis a fare voci, a raccontare quanta vita c’è in biblioteca. Non è un maiestatis. Il noi è estensivo ed inclusivo: la #Hortis è tutti quelli che la frequentano, anche dalla pagina Facebook.

La prova del nove? come per tutti, è stato il primo lockdown deciso per contenere l’epidemia di Covid19. Era giusto un anno fa. Allora mi è stato chiesto di coordinare la comunicazione social di tutte le biblioteche comunali, quelle di pubblica lettura Biblioteca Quarantotti Gambini e Biblioteca Mattioni, dell’Emeroteca Fulvio Tomizza, del Museo letterario dedicato a Petrarca e Enea Silvio Piccolomini (Museo Petrarchesco Piccolomineo) e del futuro Museo della Letteratura a Trieste (LetteraturaTrieste) su Facebook e Instagram.

Un coordinamento senza portafoglio, accettato e svolto al meglio delle possibilità.

Social, un canale “umano”

I social si sono rivelati per le biblioteche il canale più efficace, informale e diretto (vogliamo scriverlo? umano) per informare e restare informati garantendo la qualità dell’informazione, per fare rete anche tra colleghi, per comunicare iniziative di solidarietà digitale ed agevolare insegnanti e studenti nella didattica a distanza. E poi per fare reference da remoto.

Per promuovere la lettura digitale. Per tenersi compagnia, tra persone, tra amici. Per darsi il buongiorno, per chiacchierare, per giocare, sabato e domenica compresi. Per metterci la faccia e raccontare il lavoro dei bibliotecari da casa, continuando a curare la filiera corta, dalla catalogazione informatizzata al post sul documento appena pubblicato nel catalogo online.

I post della Hortis: un “romanzo”

Tirando le somme, i post pubblicati in un anno di lavoro sulla pagina Facebook della sola Hortis messi tutti assieme fanno un romanzo. Le bozze sono in un file aperto il 21 gennaio 2020: 235 cartelle di testo, 80.674 parole, 656.696 caratteri spazi inclusi. Sono sintetizzate visivamente generando con i testi pubblicati una nuvola di parole. Quelle con corpo del carattere maggiore sono le più ricorrenti.

hortis

La missione di Biblioteca Hortis c’è e si vede. Ma in quest’anno di parole ci siamo tutti #noidellaHortis perché lo abbiamo scritto insieme, più degli anni passati.

Che dite, continuiamo?

Direi proprio di si 👏 👏👏