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Video storytelling in biblioteca. Un esempio: #Booktrailerexperience

BookTrailerExperience è un progetto della Biblioteca civica “Prospero Rendella” di Monopoli. Sono video realizzati dalla biblioteca per promuovere la lettura, un modo di far incontrare “linguaggio letterario e cinematografico” con l’obiettivo di

catturare l’essenza del libro, capace di evocarne il contenuto ma senza svelarlo, per affascinare lo spettatore e indurlo a leggerlo.

Sono i primi di una produzione che si annuncia articolata, ricca e di valore. La Biblioteca si è dotata, infatti, di un laboratorio permanente con apparecchiature idonee e sofisticate.

Il primo booktrailer è dedicato a Come ho scritto un libro per caso (A. Huizing)

Il secondo è Olive Kitteridge (di E. Strout) 

Video storytelling

Questa iniziativa della Biblioteca Rendella, mi offre l’occasione per una riflessione sulle potenzialità del visual storytelling e, in particolare, del video storytelling.

Ascoltare e raccontare storie è insito nella natura dell’uomo. Sentiamo il bisogno di raccontare e raccontarci: ciascuno di noi in forme e modi molto diversi. Lo storytelling, il racconto appunto, è un elemento importante nella strategia di marketing. Senza la storia, senza il raccolto del nostro prodotto, del nostro servizio, potremmo dire che neppure il prodotto o il servizio esiste.

La narrazione visiva ha la capacità, più delle parole, di creare coinvolgimento e suscitare sensazioni. Le immagini ci trasmettono emozioni, sono coinvolgenti, evocative.

Nel libro “The Power of Visual Storytelling: How to Use Visuals, Videos, and Social Media to Market Your Brand” (Ekaterina Walter e Jessica Gioglio) si evidenzia che gli elementi visivi vengono processati dai nostri neuroni 60 mila volte più velocemente rispetto a un testo scritto.

Ma non è solo un fatto di velocità, è l’esperienza immersiva che fa la differenza. Se riflettiamo, l’uomo è abituato ad apprendere (e anche a trasmettere) ancora prima di imparare a leggere e parlare usando le immagini.

Pensiamo ai disegni dei bimbi e, anche se il paragone sembra azzardato, alle pitture rupestri.

Video storytelling

L’evoluzione naturale del visual storytelling cioè della narrazione con immagini è il video storytelling. Il video introduce nuovi elementi. All’abbinamento tra immagini e testo si aggiunge anche la musica. Questo insieme suscita maggiore attenzione, rafforza il messaggio, prolunga la memoria, il ricordo della storia che sto raccontando.

Il video storytelling: gli ingredienti principali

Ma, quali sono gli elementi principali che dobbiamo tenere presente quando decidiamo di raccontarci attraverso i video ? Ecco un breve tutorial con alcuni spunti di riflessione.

1. Il brand

Il concetto di brand nel settore privato è qualcosa di naturale. Per noi, che lavoriamo nel mondo istituzionale culturale è meno immediato (salvo eccezioni). Come ho già scritto, parafrasando Kapferer, ogni biblioteca è un’idea esclusiva e unica. E così, il suo brand. Brand identity e brand image dovrebbero essere, al momento della realizzazione di un progetto di video storytelling, fra i nostri principali riferimenti.

2. Riconoscibilità

Essere riconoscibili: non solo con lo schema narrativo ma con il tipo di messaggio che vogliamo trasmettere. E qui, a costo di essere monotona, non possiamo prescindere dalla studio dei nostri pubblici e mantenere alta l’attenzione non solo verso cosa vogliamo comunicare ma, soprattutto, a chi. Occorre essere riconoscibili dalle nostre personas (i nostri utenti) e anche dai nostri non-pubblici (quelli che vogliamo raggiungere e con i quali fino ad oggi non abbiamo avuto interazioni).

3. La struttura narrativa

Uno schema narrativo di riferimento è importante, una sorta di check list da tenere sotto controllo per non trascurare elementi utili e mantenere una certa omogeneità nelle linee generali della narrazione.

4. La capacità di emozionare

C’è anche questo. Possiamo essere tecnicamente bravissimi ma se siamo algidi il nostro racconto non sarà apprezzato. E può essere emozionante anche un racconto culturale come un book trailer.

5. Un pizzico di originalità

È molto importante creare/utilizzare contenuti originali e in questo credo che i bibliotecari possano eccellere. Attingendo al patrimonio della biblioteca, alla loro capacità creativa che nasce da un giusto mix di competenza e conoscenza.

6. Parlare di noi

Con delicatezza e parsimonia: l’autoreferenzialità … la lasciamo nello sfondo (o proprio la dimentichiamo).

7. La sintesi

Anche qui, come nella scrittura, la parole d’ordine è : sintesi. Essere brevi e incisivi è fondamentale !

Un esempio, lo spot Coca-Cola luglio 2020

Gli elementi: brand, riconoscibilità (immediata), struttura narrativa, capacità di emozionare, un pizzico di originalità (“chi ha detto che dobbiamo tornare alla normalità? E se fossimo noi il più grande cambiamento? Non dimentichiamoci che insieme siamo più forti.  Ce l’abbiamo fatta, abbiamo attraversato la tempesta!”), emozione, sintesi.

Booktrailer e altri racconti

Credo che i colleghi bibliotecari abbiano imboccato la strada giusta con la scelta del video storytelling e stiano facendo un ottimo lavoro (iniziato nel periodo del lockdown): alcuni hanno realizzato i laboratori (la Manfrediana), altri hanno raccontato spazi segreti della loro biblioteca, altri ancora, come i colleghi della Rendella ci hanno regalato (e ci regaleranno) bellissime esperienze con le loro #Booktrailerexperience.

Quindi … in attesa dei prossimi lavori non dimentichiamo mai che

Marketing is no longer about the stuff that you make, but about the stories you tell.

Seth Godin