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Invitata dalla prof.ssa Tiziana Maffei (che ringrazio per l’opportunità offerta), il 17 ottobre 2018 ho tenuto una lezione nell’ambito dell’esame COMUNICAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE (*) presso la Scuola di Lettere dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna

Una seconda esperienza, veramente molto interessante, dopo la lezione nell’a.a. precedente.

Il tema trattato, anche quest’anno, è quello delle Strategie di marketing digitale per i musei con un approfondimento dedicato all’applicazione del processo di inbound.

 

L’indagine: un giorno al Museo

Per rendere la lezione più coinvolgente l’idea è stata quella di fare una piccola indagine sul tema: un giorno al museo. Perché decido di fare una visita ad un museo? Prima di farla cosa faccio? E quando finalmente ho scelto il museo, cosa mi aspetto di trovare nel suo sito internet? E’ il momento della vista, entro nel museo, cosa mi aspetto di trovare? Che emozioni provo durante la vista? E dopo?

visita al museo

Non è certamente la ricostruzione precisa delle quattro fasi dell’inbound (attirare, convertire, chiudere, deliziare) ma ci assomigliano anche se sono molto semplificate.  Lo scopo era quello di avere spunti da cui partire per poi fare un approfondimenti scientifico del processo, delle attività e degli strumenti da utilizzare. Approfondimenti che sono stati oggetto della lezione.

Il target

Gli studenti hanno risposto in 38. A questo punto mi è venuto spontaneo pensare di ampliare il target coinvolgendo un paio di Gruppi Facebook di cui faccio parte. I bibliotecari del gruppo “Biblioteche e bibliotecari italiani” e i professionisti della comunicazione del Gruppo FreelanceCamp. Il survey è stato in linea un solo giorno e ha ricevuto 125 risposte.

Un campione, quindi, molto piccolo e con una forte connotazione specialistica.

I risultati ottenuti vanno quindi presi per quello che sono: numerosità limitata, tipologia dei due gruppi (entrambi sono specialistici), età (un gruppo di età media 25 – 28), un gruppo di età media difficile da definire con certezza, probabilmente fra i 30 e i 45 anni.

C’è da aggiungere che, per scelta, è stata data la possibilità di sole risposte singole. Questo per semplificare ulteriormente la rilevazione. Certamente può essere considerato un limite perché ha impedito, in alcuni casi, di esprime opinioni più ampie ed articolate (ed è stato giustamente sottolineato da alcuni partecipanti).

 

I risultati

Fatte tutte le premesse  e con la dovuta prudenza dovuta alle caratteristiche del campione, i risultati sono comunque interessanti.

Prima

Quello che mi spinge a fare una visita è, nella stragrande maggioranza di entrambi i gruppi intervistati, l’interesse di un argomento o periodo storico, o autore. Quindi so che il Museo esiste e scelgo di andarci perché so cosa mi aspetto di trovare.

Tutti, per avere informazioni in più aprono Google e fanno una ricerca generica, solo una minima parte (e solo studenti)  entra nei social e cerca pagina Facebook o profilo Instagram.

Google mi porta nel sito del Museo e quando si entra tutti si aspettano di trovare subito e con chiarezza informaizioni operative: orari, prezzi dei biglietti e biglietteria online, come arrivare. Questa risposta è in linea con la prima: so cosa ho scelto di andare a vedere, mi servono solo informazioni logistiche e pratiche. A conferma, una quota di minoranza (e anche in questo caso costituita da studenti) chiede di avere un’anteprima di cosa andrò a vedere. E solo gli studenti (anche se in minima parte) vorrebbero anche un effetto “wow” quando entro nel sito. Per  gli altri questo non sembra essere così importante.

Durante

Una volta entrata nel Museo, la maggioranza degli studenti vuole provare, principalmente, un’emozione. Il resto del target cerca, invece, di apprendere, imparare. Il coinvolgimento attraverso esperienze interattive basate sulla tecnologia è giudicato meno significativo, ultimo è il vivere la visita con amici, parenti, … come momento di condivisione.

Durante la visita il 32% dell’intero target desidera una segnaletica chiara (fogli di sala, pannelli, didascalie, …),  in egual misura i due gruppi intervistati desiderano posti a sedere comodi, gli studenti richiedono guide e audioguide (il 26% contro il 16%), una quota minima cerca esperienze multimediali ed interattività e personale accogliente. Il bookshop è l’ultimo della classifica.

Dopo

Finita la visita cosa faccio? Dico se mi è piaciuta oppure no (maggioranza di entrambi i gruppi), mi voglio iscrivere alla newsletter per avere informazioni su mostre e iniziative prossime (e questa è la risposta più interessante), i ragazzi decidono di seguire il profilo Instagram del Museo, gli altri (con età media superiore) scrivono un post su Facebook (nel 18% dei casi), l’11% di entrambi mette un like alla pagina Facebook del Museo.

 

I grafici

Nei grafici seguenti sono distinte le risposte degli studenti dalle “altre”.

visita al museo

visita al museo

visita al museo

visita al museo

visita al museo

visita al museo

Note

Che dire … forse mi aspettavo risposte più differenziate fra i due gruppi  con una domanda di maggiore multimedialità.  Un’interazione con i social maggiore. Forse il campione è troppo ridotto e specialistico per rappresentare uno scenario attendibile. Ho, in effetti, alcune perplessità sul risultato. Commenti?

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(*) Componente del corso integrato  VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE che afferisce al Corso di Laurea Magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione della Scuola di Lettere e Beni Culturali – Campus di Ravenna.

Visita al museo: prima, durante, dopo
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