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Indici di leggibilità, AI e l’editing umano

Gli indici di leggibilità di un testo, come il Flesch, il Gunning Fog o l’Indice Gulpease, misurano quanto sia facile o difficile comprendere un testo. Si basano su metriche come la lunghezza delle parole, la complessità delle frasi e il numero di sillabe per parola.

La leggibilità riguarda però due aspetti diversi: da una parte la facilità con cui riconosciamo visivamente un testo (legibility), dall’altra la sua scorrevolezza e comprensibilità (readability). Lo stesso testo può quindi essere facile da leggere dal punto di vista grafico, ma difficile da comprendere, o viceversa. (fonte. Wikipedia)

Indice Gulpease: cos’è e come si calcola per la lingua italiana

L’indice Gulpease è una metrica di leggibilità sviluppata specificamente per la lingua italiana che valuta la lunghezza delle parole e delle frasi per determinare la fascia di pubblico a cui il testo si rivolge.

  • Tarato specificamente sulla lingua italiana: definito nel 1988 dal GULP presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
  • Parametri di calcolo: utilizza il numero di lettere per parola e il numero di parole per frase.
  • Valori della scala: restituisce un punteggio da 0 a 100 (dove 100 indica la massima leggibilità).
  • Fasce di lettura: punteggi inferiori a 80, 60 o 40 indicano una difficoltà di lettura rispettivamente per la licenza elementare, media o superiore.

La formula ufficiale per il suo calcolo è la seguente:

Indice Gulpease = 89 + [(300 × numero frasi) – (10 × numero lettere)] / numero parole

I risultati sono compresi tra 0 e 100, dove il valore “100” indica la leggibilità più alta e “0” la leggibilità più bassa. In generale risulta che testi con indici:

  • inferiore a 80 sono difficili da leggere per chi ha la licenza elementare
  • inferiore a 60 sono difficili da leggere per chi ha la licenza media
  • inferiore a 40 sono difficili da leggere per chi ha un diploma superiore. Cit da Wikipedia

L’Indice Flesch e il suo adattamento italiano 

A differenza dell’indice di Gulpease, l’indice di Flesch si basa sulla lingua inglese e si calcola sul numero di sillabe che compongono una parola e non sul numero di lettere: F = 206,835 – (84,6 * S) – (1,015 * P) dove: F è la leggibilità, S è il numero medio di sillabe per parola, P il numero medio di parole per frase.

Con la formula si ottengono punteggi fra 0 e 100 rappresentati in questa tabella, tratta da Wikipedia:

indici leggibilità

Nel 1972, Roberto Vacca e Valerio Franchina ne propongono un adattamento per la lingua italiana: F = 206 – (0,65 * S) – P con F che indica la leggibilità, S è il numero medio di sillabe per parola, P il numero medio di parole per frase.

Quindi, una volta redatto un testo, se si vuole verificarne la leggibilità in funzione dei pubblici a cui è rivolto, si possono calcolare gli indici in due modi diversi:

📋 Prompt per calcolare l’Indice Gulpease con l’IA:
Agisci come un esperto di linguistica italiana. Analizza il testo seguente e calcola l’Indice Gulpease applicando la formula ufficiale: 89 – (10 × lettere / parole) + (300 × frasi / parole)
Dimmi il punteggio finale e indica a quale fascia di pubblico corrisponde (Elementare, Media, Superiore, Università). Ecco il testo: [Incolla qui il tuo testo]

Gli indici sono ancora utili al tempo dell’IA?

Ho appena citato l’IA come strumento con cui calcolare l’indice di leggibilità e questo mi offre lo spunto per una riflessione. Oggi, nell’era dell’Intelligenza Artificiale, ha ancora senso affidarsi agli indici tradizionali? La risposta è sì, perché hanno un ruolo operativo. Offrono una bussola numerica rapida per capire se un testo è un muro di mattoni o una pagina accessibile (perimetro quantitativo). Inoltre, aiutano a mantenere standard minimi di chiarezza, molto utili soprattutto nella comunicazione istituzionale e di servizio. In altre parole, aiutano a rendere comprensibili testi spesso limitati dall’uso del “burocratese”.

Gli strumenti di intelligenza artificiale possono, oltre che calcolare metriche, anche intervenire sulla revisione del testo. Ma quando vengono usati senza una precisa direzione editoriale, possono restituire testi piatti, formalmente corretti ma standardizzati e privi di empatia comunicativa. L’IA può essere al massimo un assistente di supporto, ma la calibrazione del tono, la scelta del ritmo e l’ascolto del lettore restano compiti umani.
Perché un indice può dirci quanto un testo è difficile da leggere, ma non può dirci da solo se quel testo è efficace, adatto al suo pubblico o piacevole da leggere.
L’intervento umano non si limita a tagliare le parole o ad abbassare l’indice Gulpease: riorganizza il flusso del pensiero, elimina i termini ostici spesso utilizzati e parla direttamente a chi legge, restituendo un tono naturale e accogliente. Poi magari dall’IA ci facciamo fare il calcolo dell’indice.

Vediamo un esempio

Testo originale:
L’accesso ai servizi bibliotecari è subordinato alla registrazione presso il sistema centrale, che comporta la compilazione di un modulo online, seguito dalla conferma mediante credenziali inviate via e-mail. Gli utenti possono, successivamente, prenotare volumi o richiedere l’abilitazione al prestito interbibliotecario attraverso una piattaforma dedicata, previa verifica della disponibilità.

Testo revisionato (con un intervento di editing umano):
Per utilizzare i servizi della biblioteca, la prima cosa da fare è registrarsi online. Appena ricevi la conferma via e-mail, puoi cominciare: prenota i libri che ti interessano o chiedili in prestito ad altre biblioteche direttamente dalla nostra piattaforma. Controlla prima che siano disponibili!

Ecco il confronto fra i due indici Gulpease, calcolati dall’IA.

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Prossimi passi

Se vuoi esplorare altri aspetti della scrittura: dal tono dei testi alle pratiche narrative, alla comunicazione digitale, trovi una sezione dedicata a questi temi. 👉 Prosegui, quindi, nella categoria “Scrivere: testi, parole, stili” e lasciati ispirare.


IA, comunicazione e cultura: come cambia la narrazione in biblioteca. Continua la lettura nel blog

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