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Come facilitare l’incontro con i pubblici della biblioteca

La guida n.38 della Collana Library toolbox di Editrice Bibliografica è “Come facilitare l’incontro con i pubblici della biblioteca” che approfondisce uno dei temi trattati in “Come fare marketing digitale in biblioteca“: target e pubblici.

Abstract

Esigenze e comportamenti dei pubblici sono influenzati sempre di più dalle nuove abitudini digitali e dai cambiamenti della società. Per la biblioteca capirne il linguaggio, le aspettative e i bisogni, è fondamentale. Non solo per migliorare servizi e proposte ma soprattutto per creare empatia e coinvolgimento. Le personas sono uno dei metodi che aiutano nello studio e nell’analisi dei pubblici. Complementari ai processi di segmentazione dei target, inserite nel processo di inbound, le personas creano interessanti condizioni di incontro fra nuove metodologie di progettazione. Come il design thinking e i concetti di audience development e audience engagement.

Chi sono le personas?

Il termine persona in inglese ha il significato di personaggio, anche nell’accezione di immagine pubblica di un individuo. Le personas sono archetipi sviluppati per rappresentare le caratteristiche principali dei nostri utenti.Ci aiutano a raffigurare comportamenti, bisogni, desideri, problemi, caratteristiche. Attraverso il loro tramite possiamo visualizzarne i modelli, superando numeri e statistiche che descrivono preferenze e comportamenti generici. Il fine è migliorare tipologia e caratteristiche dei servizi rendendoli il più possibile in linea con le aspettative (bisogni espressi e inespressi).

Le personas non sono, quindi, utenti reali, ma ci aiutano a descrivere esempi di persone reali. Le schede che vedremo in seguito sono, quindi, strumenti per rappresentarle nella maniera più realistica possibile.

Le personas sono complementari ai processi di segmentazione dei target e, inserite nel processo di inbound, creano interessanti condizioni di incontro fra nuove metodologie di progettazione (come il design thinking) e i concetti di audience development e audience engagement.

Si inseriscono a pieno titolo in quello che è l’approccio del marketing umanistico che privilegia il coinvolgimento emotivo e colma il cosiddetto “deficit di profondità” che altro non è che la mancanza di un ascolto attento e di una successiva riflessione profonda a fronte dei segnali che provengono dagli utenti.


Ringraziamenti

Nella guida ci sono alcuni esempi di personas realizzati con la collaborazione di alcuni colleghi che ringrazio moltissimo, soprattutto per la disponibilità a mettersi in gioco, a condividere le loro esperienze e per lo spirito di squadra che sono riusciti a creare. Le personas hanno nomi di fantasia e sono: Simonetta, Emilia, Edoardo, Francesco, Matilde. Ecco chi mi ha aiutato a dare loro “forma”.

Simonetta ce la presentano Sebastiano Miccoli e Simonetta Basso dell’Università di Urbino. Emilia è il risultato del coinvolgimento di Danilo Bonanno con Nadia Padoan, Angela Ionna, Sandro Cichero, Sandra Santullo, Emanuela Ferro delle Biblioteche Centrali Berio e De Amicis di Genova. Jennyfer Pierini dell’ISIA di Urbino ci ha consentito di incontrare Edoardo. Francesco, come già detto, è il risultato di un lavoro di gruppo realizzato insieme ai colleghi di CSBNO Simona Villa e Riccardo Demicelis a Fano, in Mediateca Montanari, nel corso dell’incontro organizzato da Valeria Patregnani (Memo e Federiciana) insieme a Gianni Stefanini (CSBNO). Matilde è romagnola come Daniela Simonini, Denise Picci e Lavinia Bosi della Manfrediana di Faenza con cui l’abbiamo disegnata.


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