La recente scomparsa di Franco Fontana (Cognento, 9 dicembre 1933 – Modena, 29 agosto 2026) invita a ripercorrere il lavoro di un punto di riferimento assoluto nella fotografia contemporanea. Proprio lo scorso marzo, in occasione della mostra Colors al JMuseo di Jesolo, Fontana era stato accolto da Romina Franchin (qui il post dedicato a lei) e da tantissimi visitatori (quasi 200): un momento di condivisione straordinario tra l’autore e il suo pubblico (vedi il carousel).
Nel video realizzato in occasione della mostra Franco Fontana. Colore (Brescia, 8 marzo 2024 – 24 agosto 2024), l’autore sintetizza così il suo pensiero:
“Inventare il colore è molto più difficile perché il colore è la vita. Il bianco e nero parte già inventato” (min. 0:10 – 0:14)
Il colore diventa quindi uno strumento per interpretare la realtà, non semplicemente per rappresentarla. Nel profilo Instagram ufficiale, sono “esposte” (uso questo termine non a caso perché scorrendo post e storie veramente è come visitare una mostra viva e dinamica), c’è l’occasione di avere un riscontro diretto di questa visione. Ad esempio: Asfalto (1970), Retrospective, Franco Fontana in Miami
Nel libro “Fotografia creativa” (rif. Opac SBN), Fontana va oltre la tecnica: la fotografia diventa un esercizio di consapevolezza e uno strumento per sviluppare uno sguardo personale sul mondo.
Interpretare il colore è più complesso proprio perché lo diamo per scontato: vediamo tutti a colori, e per questo tendiamo a leggerlo come un attributo, non come un linguaggio. Le immagini a colori vengono spesso percepite come una semplice “fotocopia della realtà”. Il compito del fotografo è proprio superare questa lettura automatica.
Il lavoro del fotografo, infatti va l’oltre l’automazione: il cielo è blu, il campo è giallo, una panchina è rossa. L’effetto è rompere questa automatizzazione e trasformare il colore in esperienza, emozione, ritmo visivo, costruzione dello sguardo.
Non più “cosa vediamo”, ma “come lo percepiamo”. “Paul Klee diceva: “Il colore è il luogo dove universo e la mente si incontrano. Secondo me i colori sono gioia, sono pensiero. Parafrasando Baudelaire, sono la vacanza della vita. E lo sono in sé.” (opera di Franco Fontana citata)
Comunicare con il colore
Comunicare con il colore significa, quindi, costruire uno storytelling visivo capace di trasmettere emozioni in modo immediato.
A questo si aggiungono geometrie, composizione e sintesi formale: elementi che rendono ogni immagine riconoscibile e memorabile.
Visual marketing
La fotografia di Fontana è anche un riferimento per il visual marketing, dove immagine e significato sono inseparabili. Oggi il visual marketing non riguarda solo l’estetica, ma la capacità di un contenuto visivo di attirare attenzione, comunicare valori e influenzare le scelte. Un prodotto, un servizio, un brand non sono più solo funzione, ma sintesi di emozione, immagine, contesto.
Le neuroscienze confermano quanto il colore sia centrale nei processi percettivi:
- viene elaborato prima del contenuto semantico
- influenza attenzione e memoria
- attiva risposte emotive immediate.
E quindi, come una naturale conseguenza, in un contesto di sovraccarico visivo, il colore rafforza il suo ruolo di strumento strategico per emergere e generare engagement.
Da “visitare”: il profilo Instagram e il sito.
Immagine di copertina generata con Gemini con stile Franco Fontana
IA, comunicazione e cultura: come cambia la narrazione in biblioteca. Continua la lettura nel blog