Harry Potter

Come ho incontrato Harry e perché sono diventata una potteriana

Ho già accennato al fatto che ho una figlia che è una “lettrice forte”. Era piccolina e già sfogliava i suoi primi libri. Ha imparato a leggere che aveva meno di 5 anni e non si è più fermata.

A 9 anni accade che l’ultimo libro letto non è un’esperienza positiva. Contrariata condivide con me questo “disagio”. Strano. Autrice e titolo conosciuti, ma evidentemente non in linea con la sua sensibilità.

In contemporanea con questo episodio ecco che entra in casa nostra “Harry Potter e la pietra filosofale”. Seconda ristampa, dicembre 1999. È un regalo per il Natale che sta arrivando.

Harry Potter

Di J.K. Rowling si parla già da un po’, ci sono articoli, ma io non la conosco e non conosco nemmeno Harry Potter. Mah, chissà come sarà questo libro. Non so perché ma non mi fido e penso che la cosa migliore sia leggerlo prima io. Lo propongo a mia figlia e lei, un po’ perplessa, accetta.

È sabato sera, vado a letto col libro e penso di leggerne qualche pagine, giusto per farmi un’idea. Sono le dieci e mezza. Ecco. Inizio e non mi fermo, non mi riesco a fermare. All’ultima pagina è quasi mattino. Incredibile. Mai successo.

Ci siamo incontrati così io e Harry. In un sabato sera, alla fine di una giornata come tante. Sono salita insieme a lui e agli altri ragazzi sul treno per Hogwarts, mangiato le cioccorane, incontrato Severus Piton e Albus Silente, passeggiato nelle sale del castello, tenuto d’occhio le scale (a loro piace cambiare!), …. insomma sono entrata ad Hogwarts. Ma il bello è che non ci sono entrata da mamma ma ero come una di loro. E sono rimasta una di loro anche negli altri libri.

Harry Potter

Ebbene sì, sono una potteriana. Quando è venuta la mostra itinerante a Milano ovviamente ci sono andata. Se volete un’altra confessione, quando riguardo per la duecentomillesima volta i film, sono in grado di anticipare le battute. Tutte (quasi). Una potteriana di ferro.

E quando la Biblioteca di Avio ha realizzato per il primo lockdown di quest’anno una digital escape room su Harry Potter non ho mollato un centimetro fino a quando non sono arrivata in fondo.

Si. Mi piace Harry Potter, il clima fantastico delle sue storie, l’atmosfera surreale, il tono of voice della sua narrazione. Non ci sono gli estremi per fare una mia recensione e in questo sta l’eccezionalità del mio rapporto con Harry: non sono mai riuscita a pensare i suoi romanzi in termini di critica. Perché hanno avuto successo? Sinceramente non lo so. L’ambientazione scolastica, il conflitto bene male, l’amore materno, i ruoli degli insegnanti come surrogato della genitorialità, la magia. Questa sorta di a-criticità la dice lunga: mi piace il sogno che trasmette, un sogno che paradossalmente è a portata di mano. Non in lontane galasse, ma vicino a noi, al binario 9 e 3/4. Direi che è tutto. No, invece, manca un’ultima cosa: qual è Il personaggio che preferisco?

Non è Harry, ovviamente. Provate ad indovinare 😉

Harry Potter