Virtual influencer: quando i confini fra reale e virtuale si sfumano

I virtual influencer o influencer virtuali sono personaggi creati con la tecnica della computer-generated-imagery.

Nota con la sigla CGI, “è un’applicazione nel campo della computer grafica, o più specificatamente, nel campo della computer grafica 3D per la resa degli effetti speciali digitali nei film, in televisione, negli spot commerciali, nei videogiochi di simulazione e in tutte le applicazioni di grafica visiva.”

Chi sono i virtual influencer

In apparenza sono uguali agli influencer “umani” che seguiamo protagonisti di attività tipiche dei social. Selfie, cura del make-up, attenzione ai trend di moda, incontri con gli amici.

Sono, quindi, “uguali” agli influencer umani con la differenza che non hanno vincoli, possono cambiare il loro aspetto con facilità, non invecchiano, non ingrassano, non hanno problemi e dolori umani.

Secondo alcuni studi, il giro d’affari sembra essere stato nel 2021 di circa 5 miliardi di dollari, altri parlano addirittura di 13,5 miliardi di dollari. Al di là dei numeri, al momento poco precisi, ciò che stupisce è che in uno scenario già molto popolato di influencer reali, questi virtual influencer sembra siano destinati ad avere un ruolo in crescita. Ci sono anche perplessità e la domanda: quanto effettivamente potrà durare questo fenomeno? In realtà, con la nascita e lo sviluppo del metaverso i virtual influencer sembrano proiettati verso un successo sempre maggiore. Da studiare e tenere monitorato.

Top virtual influencer e new entry: alcuni esempi

Il loro impiego al momento è prevalente nell’ambito della moda o, più correttamente, i più famosi operano in quel settore.

Lil Miquela

Il fenomeno dei virtual influencer nasce nel 2016 e la prima che raggiungere rapidamente il successo è Lil Miquela. La realizza l’agenzia di marketing Brud di Los Angelesch e apre il suo profilo Instagram in quell’anno. Inizialmente scambiata per una ragazza “reale” in poco tempo ha acquisito una notorietà notevole e oggi viaggia oltre i 3 milioni di followers. È nella top five delle virtual influencer più seguite e collabora con brand del calibro di Gucci, Prada e Calvin Klein..

virtual influencer

Con Lil Miquela troviamo amici, reali e non-reali come i due robot-influencer, Blawko e Bermuda (che ha quasi 270mila followers) entrambi sempre dell’agenzia Brud. Miquela rilascia interviste e pubblica video nel suo canale Youtube. Emblematica è la presenza di molti followers che si chiedono se effettivamente sia reale. 

Shudu

Un altro esempio di top visual influencer è Shudu che si definisce nella Instagram bio The World’s First Digital Supermodel. Lanciata nell’autunno del 2018 dalla campagna del brand Balmain, ha quasi 300mila followers. È stata creata da Cameron-James Wilson, fotografo britannico, che ha anche aperto un’agenzia di top model tutt* virtuali: The Diigitals

virtual influencer

Noonoouri

Molto diverso dai primi due esempi è il caso di noonoouri. Il suo aspetto decisamente “non reale” è stato creato da Joerg Zuber (di Monaco di Baviera). Noonoouri lavora con Lacoste, Versace e Bulgari e posa insieme a “umani”. Si definisce digital character. activist. vegan.

virtual influencer

Imma e Rozy

A Lil Miquela e Noonoouri occorre aggiungere: Imma la prima modella virtuale del Giappone che ama “Fashion👚Art🎨 Film🎬 and more” con un seguito di oltre 403 mila followers. Imma è diventata famosa grazie ai tratti del viso incredibilmente realistici e proprio per questo spesso considerata reale e per il suo inconfondibile caschetto rosa.  Da segnalare anche Rozy influencer virtuale coreana con oltre 128K followers.

Nefele

Fra le new entry troviamo Nefelə, la prima virtual influencer italiana. Natə a Torino il 4 dicembre 2021 dal progetto di Filippo Boschero, Laura Elicona e Luca Facchinetti. Si definisce ᴛʜᴇ ғɪʀsᴛ ɪᴍᴘᴇʀғᴇᴄᴛ ᴠɪʀᴛᴜᴀʟ ᴡᴏᴍᴀɴ perché ha lentiggini e vitiligine. Bellissima, per i suoi creatori è “una ambasciatrice dei concetti di diversità 

“Quello che vogliamo comunicare noi è un messaggio volto alla democratizzazione di questo concetto di diversità e inclusione con annesso smantellamento di preconcetti sociali che limitano la visione delle cose in maniera corretta e reale per abbattere gli standard di bellezza che noi crediamo fatui che si vedono negli attuali influencer. Nefele non si vuole porre come alternativa all’influencer, ma come un nuovo modo di comunicare in maniera digitalmente avanzata”.

Torinotoday
Nefele

Bee_influencer 🐝

Come ultimo esempio ecco bee_nfluencer la prima influencer virtuale che rappresenta le api. Creata da Fondation de France @bee_nfluencer per due anni dal 2019 al 2021 ha proposto e sostenuto la campagna a favore della salvaguardia delle api. Tutti i fondi raccolti sono andati al BeeFund, creato per aiutare a salvare le api. La sua avventura è finita nel 2021 stroncata dai pesticidi. Ma la sua missione non si è interrotta ha solo cambiato luogo: ingresso nel Metaverso in Sandbox grazie alla partnership con Carrefour. Da non perdere il video !!

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Virtual influencer e cultura

Interessante questo articolo in cui si riflette delle possibilità di una collaborazione fra virtual influencer e Cultura. In particolare nell’ambito musei. Gli autori ipotizzano uno scenario in cui i virtual influencer sono essi stessi una forma d’arte.

Spazi per test e approfondimenti ci sono certamente. Bisognerà vedere se e come il fenomeno potrà prendere piede.