Francesca Nepori e Bibliophilia, uno “spazio” dedicato ai libri

Credits: immagini tratte del Gruppo Bibliophilia

Abbiamo superato proprio in questi giorni i 3700 membri. Il Gruppo è stato creato un anno e mezzo fa. L’idea nasce fondamentalmente dalla passione che nutro per i libri e dalla mia storia personale di bibliotecaria e studiosa di storia del libro e dell’editoria. Negli anni ho accumulato tantissimi testi su queste tematiche, soprattutto accademici, acquisiti per studio, ricevuti in dono o per recensione. Un giorno, non so come, ho pensato che la mia piccola collezione settoriale di circa 700 volumi potesse rivivere estrapolandone citazioni da condividere su Facebook. Avevo notato che non c’era uno spazio in cui gli amici (docenti universitari, bibliotecari, librai, bibliofili) potessero scambiarsi idee, riflessioni, suggerimenti di lettura sul variegato mondo del libro.

Il nome

L’idea del nome invece nasce dagli ultimi studi, dalle recenti letture che riguardavano il mercato antiquario librario, il collezionismo bibliofilo. Avevo da poco organizzato delle lezioni universitarie su queste tematiche e l’argomento mi aveva affascinato. Così è nato il Gruppo e il Nome. Il nome è stato, spesso, motivo di discussione. In Italia la Bibliofilia è considerata cosa secondaria mentre in altre parti d’Europa (penso alla Francia) o negli Stati Uniti è una disciplina con una sua dignità. Il preconcetto deriva dalla nostra stessa storia. Le spoliazioni che le nostre biblioteche hanno subito nel tempo (penso al periodo francese, all’Unità del Regno e durante la Seconda Guerra Mondiale) a favore del collezionismo librario antiquario sono uno dei motivi per cui in Italia la Bibliofilia e i bibliofili non sono graditi.

Bibliophilia: il significato

Ma Bibliofilia significa fondamentalmente collezionismo, e come mi ha suggerito un giorno un librario antiquario bolognese il libro nasce per essere venduto, è in primo luogo una merce. D’altronde in Italia manca ancora una storia della bibliofilia, così come non è mai stato tracciato un censimento dei periodici bibliofili. Un settore che fornirebbe importanti dati sulla storia dell’editoria e sulla storia delle biblioteche.

Il Gruppo è cresciuto nel tempo e ha dato modo a persone con percorsi diversi di studio e di lavoro di incontrarsi: bibliotecari, librai antiquari, studenti, collezionisti, ma anche studiosi e docenti. Gli aderenti sono esperti, fini conoscitori del libro, della storia dell’editoria e della storia delle biblioteche. Ci sono persone che suggeriscono letture, chi consiglia corsi di formazione o di aggiornamento professionale, chi pubblicizza convegni di studi e chi semplicemente racconta la storia di una biblioteca, di un libro, di un personaggio.

Scandire il tempo, segnalare e …

Personalmente scandisco il tempo estrapolando citazioni da libri che mi hanno affascinato o che semplicemente sto leggendo. Recupero un frontespizio di un libro antico ma anche moderno per esaltare la bellezza dell’edizione. Non c’è mai un filo conduttore ma certamente l’elemento fondante resta il libro e lo studio intorno al libro. Segnalo nuove uscite di libri sulle tematiche care al Gruppo. Indico i numeri in uscita delle riviste del nostro settore. Spesso, però, sono gli aderenti ad animare una discussione. Ho notato che le vendite all’asta di pezzi importanti, o il destino di biblioteche di personaggi noti suscitano molto interesse. Uno zoccolo duro è dato dai collezionisti di edizioni futuriste. Sanno tutto su questo periodo editoriale ed è veramente entusiasmante vederli discutere tra di loro.

Uno spazio “educato”

Resta il fatto che il Gruppo Bibliophilia si sta connotando come uno spazio educato dove c’è molto rispetto per le opinioni degli altri.  In poche occasioni ho dovuto correggere comportamenti non adeguati. Non amo la sopraffazione né tantomeno l’arroganza. Desidero che tutti si sentano liberi di poter scrivere, chiedere, esprimere idee. Insomma, è un momento e un luogo di svago e tale deve restare.

«Non so saziarmi di libri. […] L’oro, l’argento, le pietre preziose, le vesti di porpora, i palazzi di marmo, i campi ben coltivati, i dipinti, i palafreni con splendidi finimenti e tutte le altre cose di questo genere danno un piacere muto e superficiale, mentre i libri ci offrono un godimento molto profondo: ci parlano, ci danno consigli e, vorrei dire, vivono insieme a noi con una loro viva e penetrante familiarità. A chi legge non offrono soltanto se stessi ma suggeriscono anche il nome di altri e ne stimolano il desiderio». 



Copyright: il testo è di Francesca Nepori (a parte la mia introduzione e le domande, in blu). La foto di copertina di è di Francesca Nepori. Tutti i diritti di testo e immagini, sono riservati.