Giulia Chiara

Il lavoro più bello del mondo: Giulia Chiara Staffa, libri, persone e creatività

Ho conosciuto Giulia Chiara nel marzo del 2016 durante un incontro organizzato dalla prof.ssa Fiammetta Sabba presso il Dipartimento Beni Culturali dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna per il corso di laurea magistrale in Scienze del libro e del documento. Giulia Chiara era in prima fila (ho le prove, vedi la mia foto sotto 😀). Dopo qualche mese, lei era appena laureata, ci siamo ritrovate e abbiamo collaborato per due anni nell’azienda in cui ero il marketing manager. Due anni bellissimi di lavoro, creatività e crescita comune. Poi, ha spiccato il volo. Ed ecco la sua testimonianza che potrei anche intitolare: “giovani bibliotecarie crescono”. Il suo entusiasmo e la sua professionalità ci accompagnano verso il futuro. È una garanzia !

Giulia Chiara

Il lavoro più bello del mondo

Mio padre un giorno mi disse “Trovati un lavoro che ti piaccia, ti renda felice e non lavorerai un giorno nella tua vita”. Se a 16 anni mi avessero detto “Lo troverai e sarà la bibliotecaria” non ci avrei proprio creduto. 

Sono sempre stata portata per i lavori che avessero uno stretto contatto con il pubblico. Dopo le superiori volevo fare l’attrice di musical, ma presto mi sono accorta che non era il tipo di vita adatta a me. Così ho fatto la triennale in Conservazione di Beni Culturali e dopo qualche anno la magistrale in Scienze del libro e del documento, a Ravenna. La specialistica era nuovissima, partiva quell’anno, parlava di biblioteche, integrazione tra arte e nuove tecnologie e marketing della cultura. 

Primo incontro col destino: Scienze del Libro e del Documento

L’esperienza universitaria è stata incredibile. Fresca e stimolante. Lì anche grazie alla mia Prof. di riferimento, Fiammetta Sabba, ho capito che forse avevo trovato veramente il lavoro dei miei sogni. La conferma è arrivata con il tirocinio alla Biblioteca Manfrediana di Faenza. Daniela Simonini e il suo team mi hanno accolta, indirizzata e formata. L’ultimo giorno del tirocinio è stato triste. Lasciare quella biblioteca è stato come andare via da una casa che avevo amato tanto, come lasciare una famiglia. Ma a quel punto sapevo cosa volevo fare nella vita.

Pochi giorni dopo la laurea una grande azienda che lavora nell’ambito delle biblioteche mi contatta per fare un periodo di stage post laurea.

Secondo incontro col destino: il mktg

Lo stage si è trasformato in un contratto di 2 anni. Due anni indimenticabili in cui ho imparato moltissimo. Anna mi ha aiutata a plasmare la mia professionalità col pubblico, mi ha preparata per lavorare in team, organizzare eventi e soprattutto (fondamentale) ad usare excel (😉).

Terzo incontro col destino: una biblioteca tutta per me

Oggi, lavoro come one woman librarian (come piace dire ad Anna) per la Biblioteca di Piangipane, una frazione di Ravenna. La biblioteca di Piangipane è una biblioteca decentrata della Biblioteca Classense di Ravenna. E’ una realtà unica e meravigliosa. Una biblioteca scolastica con accesso al pubblico. Un piccolo gioiellino nel mezzo della campagna ravennate, circondata da un paese incredibile, attentissima alla cultura, alla divulgazione e al senso di comunità. Mi sono subito sentita a casa. 

Alcune delle mie fantastiche colleghe (tra cui Silvia Travaglini e Francesca Ferruzzi) mi hanno guidata e accompagnata e un po’ ovviamente ci ho messo del mio. Nicoletta Bacco, la responsabile per le biblioteche decentrate della Biblioteca Classense mi ha inquadrata subito. Ha capito la mia creatività e teatralità e mi ha spronato a metterle in gioco nel mio lavoro. Ed è così che sono diventata una lettrice. Non importa la fascia d’età, datemi un pubblico, io leggerò per loro. Che poi non si tratta solo di leggere. Si tratta di interpretare e coinvolgere, far sentire chi ti ascolta parte di una storia o di un momento specifico. Quest’anno ho letto soprattutto per ragazzi dai 6 ai 14 anni e durante l’estate parteciperò come lettrice a un CRE estivo per la fascia pre scolare. Forse questa è la cosa che amo di più del mio lavoro. 

Persone, affetto, creatività e tantissimi libri

Che dire del mio lavoro? Anche se la biblioteca è piccola, essendo da sola c’è sempre molto da fare e questo a mio avviso è molto stimolante: non sopporterei di stare con le mani in mano. Bisogna leggere moltissimo, al momento leggo circa 4-6 libri a settimana: inutile dire quanto ami anche questo aspetto !! Saper consigliare il libro giusto alla persona giusta è importante soprattutto con i ragazzi. Noi bibliotecari in una certa fase della vita dei ragazzi possiamo veramente fare la differenza. Il libro giusto può accendere la miccia in un potenziale grande lettore, mentre il libro sbagliato può distruggere tutto sul nascere.  Come diceva il grande Ranganathan “Ad ogni libro il suo lettore” e “Ad ogni lettore il suo libro”. Ma credo anche che si debba essere onesti con i nostri giovani utenti e spiegare che la lettura è una cosa personalissima e deve essere un piacere. Trovare quello che fa per loro spesso può non essere facile ma la perseveranza premia. 

Il lavoro più bello del mondo

Questa biblioteca così intima mi da la possibilità di avere un rapporto veramente diretto con l’utenza e questa è una grande fortuna, sia da un punto di vista professionale che personale. I miei utenti mi chiamano per nome e mi portano le lenticchie sotto Natale, i bambini mi mandano bigliettini con scritto che mi vogliono bene e durante i laboratori creativi preparano sempre qualcosa per me. La mattina mi sveglio felice sapendo che anche quella giornata di lavoro sarà fatta di persone, affetto e creatività ma soprattutto di tanti, tantissimi libri. Non è forse il lavoro più bello del mondo?