“Semplicità, immersività, adattabilità”: la biblioteca in un mondo digitale

Ci sono molti spunti interessanti nell’articolo pubblicato nel numero di maggio 2021 di BibliotecheOggi, “Biblioteca editrice di sé stessa: traiettorie quotidiane e percorribili” . Gli autori sono 4 + 1 studenti del Laboratorio didattico di Comunicazione* che ho curato per l’a.a. 2020-2021. Li presento: Chiara Lucà, Erica Catalano, Veronica Bonino, Enrico Battaglia. Andrea Moroni (è il “+1” visto che è studente del Dottorato in Beni Culturali e Ambientali).

L’analisi degli autori inizia da un approfondimento dedicato ai social e a come la biblioteca si ponga l’obiettivo di interagire nello spazio digitale con i suoi pubblici. Canale che si colloca all’interno di un processo strategico disegnato in coerenza con mission e vision della biblioteca. Questa prima parte dell’articolo descrive l’analisi che è stata fatta su un campione di biblioteche e musei.

Interessanti sono i tre spunti di riflessione che seguono.

Biblioteca editrice di se stessa

Le biblioteche vengono descritte come

realtà partecipative, democratiche, capaci di instillare nei cittadini una consapevolezza storica e culturale e dove poter crescere intellettualmente e umanamente. In quest’ottica, la biblioteca diventa editrice di sé stessa, riuscendo così a definire il proprio bacino di utenza e la strategia comunicativa più adatta.

Suggestiva è questa idea di biblioteca editrice di se stessa che si ritrova non solo nell’originalità dei contenuti offerti ma anche nella modalità dell’offerta. Ed è proprio questa combinazione che crea una sorta di “vantaggio competitivo” parafrasando l’accezione di Porter (solo alcuni cenni, qui). Questa visione di biblioteca editrice di se stessa è funzionale al consolidamento della brand image e favorisce la brand awareness.

Infatti, la biblioteca, agendo secondo queste dinamiche,

si propone come un brand ricercato, in cui le iniziative organizzate hanno l’obiettivo di attrarre visitatori verso i suoi spazi digitali dove è possibile trovare contenuti così interessanti, da incentivare successive visite.

Spazi e superfici

Gli

utenti di oggi, [che] come moderni flaneur (**) scorrono gli spazi digitali come se fossero vetrine. Vetrine intese come spazio e superficie, in cui lo spazio è dato dai contenuti e la superficie dal modo di presentarli. L’unione tra questi è imprescindibile per far sì che chi ha scelto di seguirci viva esperienze autentiche, personali e d’impatto emotivo.

Il tema dell’incontro fra spazio e superficie, fra contenuto e modalità di presentazione è un ulteriore elemento che rappresenta una discontinuità. Viviamo “in un mondo digitale” (come dice Kotler) e non più un “mondo digitale”. Questa apparente sfumatura rende sostanziale la modalità con cui concepiamo e gestiamo il nostro rapporto con il digitale.

Semplicità, immersività e adattabilità

Veniamo ora al terzo spunto da evidenziare. Gli autori hanno messo in evidenza tre parole chiave:

semplicità, immersività e adattabilità.

Se da un lato si coltiva e rafforza la relazione tra biblioteca e utenti, dall’altro viene plasmato un rapporto tra dimensione narrativa (il miglior modo di raccontare) e comunicazione bibliotecaria (come la biblioteca racconta sé stessa).

Questo rapporto è tipico di un ecosistema connotato da :

  • immediatezza (disporre dei servizi quando mi servono),
  • immersione (sentirmi al centro dell’attenzione di chi mi eroga il servizio),
  • interazione (avere una relazione empatica e coinvolgente).

La conseguenza è la creazione di nuovi modelli di comunicazione anche per la biblioteca che deve trovare un giusto equilibrio fra strumenti ed attività esistenti e nuove pratiche, all’interno di un sistema di riferimento “phygital”.

Complimenti e ringraziamenti

Finisco queste note di commento con i complimenti agli autori perché sono riusciti a cogliere lo spirito del Laboratorio, acquisire le nozioni e le metodiche presentate, elaborarle secondo i propri percorsi di studio e esperienza, creare un punto di sintesi personale e stimolante.

Ringrazio tutti gli studenti che hanno partecipato al Laboratorio (ringraziamento che ovviamente comprende anche chi non ha contribuito all’articolo) perché ciascuno ha portato in dote riflessioni, spunti, suggerimenti, che hanno reso costruttivo e stimolante il clima instaurato durante le lezioni e i lavori di gruppo.

Un grazie speciale a Chiara, Erica, Veronica, Enrico e Andrea per l’entusiasmo.

(*) Laboratorio didattico di Comunicazione- Corso di Laurea Magistrale in Scienze del Libro e del Documento – Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Campus di Ravenna coordinato dalla prof. Fiammetta Sabba

(**) Charles Baudelaire, Il pittore della vita moderna, trad. di Giuseppe Guglielmi, Ezio Raimondi (Torino: Einaudi, 1992), pag. 284