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Grazia Nidasio ha concluso la sua vita nella notte fra il 24 e il 25 dicembre 2018. Una notte magica, come, in un certo senso, è stata lei che ci ha regalato la magia dei suoi fumetti e dei suoi personaggi.

Riprendo questo post scritto nel 2017, aggiornandolo e nello stesso regalandomi un piccolo “viaggio di ricordi” nei suoi fumetti.

«Ha alzato l’asticella di qualunque sceneggiatore di fumetti. Perché è facile raccontare di viaggi interdimensionali, minacciati da Kractus, il dio della quinta dimensione [..] Difficile è raccontare la vita di una famiglia normale, in un condominio normale di una città normale e lasciarti il desiderio di sapere come prosegue la storia, la settimana dopo.»
(Leo Ortolani[1])

 

Grazia Nidasio, autrice di fumetti, disegnatrice e sceneggiatrice, ha lavorato per molti anni nella redazione del Corriere dei Piccoli. Il mitico “Corrierino” che prima leggevamo noi poi lo abbiamo proposto ai nostri figli (almeno a quei figli che hanno oltre i vent’anni, oggi).

Chi è stato bambino negli anni ’70 è cresciuto insieme alla Stefi, la mitica Stefi Morandini. E insieme a Valentina Mela Verde.

Grazia Nidasio e la Stefi

La Stefi è mitica, unica, la definirei la “Mafalda italiana”.

“‘Io non ho ancora capito se sono grande o se sono piccola. Loro in certi momenti mi trattano da grande e in certi altri da piccola…’ dice la Stefi. Loro, naturalmente, sono gli adulti, che pretendono dai bambini obbedienza, affetto e camerette ordinate, a volte senza dare spiegazioni. Ma la Stefi non accetta mai una regola prima di averla capita. E mentre i grandi cercano sui manuali di psicologia il segreto per educare un figlio, lei impara a ragionare prima di tutto con la sua testa. Fa domande impertinenti, che spesso non ottengono risposta, e intanto osserva il mondo degli adulti, per criticarlo e commentarlo sulle pagine a quadretti del suo inseparabile diario. Lo fa con ironia e spregiudicatezza, ma anche con buon senso, leggerezza e fantasia, trovando sempre, in ogni situazione, una buona ragione per sorridere.”

La possiamo incontrare nuovamente in questo ebook che Rizzoli ha pubblicato qualche anno fa (è del 2013 e se volete leggerlo vi conviene cercarlo in una biblioteca, magari una di quelle che offre  le risorse digitali di ReteINDACO ) .

Leggendolo ritroverete lei e la sua famiglia (madre, padre, Valentina, Cesare e il cagnolino). Gli amici di sempre, l’Ezio Maria, la Samanta Pontiroli e la Mariolina Cionfanelli.  Leggere la Stefi è come rivivere come eravamo: la scuola, la maestra unica, la colonia estiva, il pranzo della domenica, il rapporto con i grandi.

Ma Grazia Nidasio non ci ha regalato “solo” questi personaggi. Da illustratrice elegante ha contribuito a rendere unici anche testi di altri autori.

Come, ad esempio,

“Camelot, l’invenzione della Tavola rotonda” di Teresa Bongiorno.

Grazia Nidasio e la Stefi

La mano di Grazia ci disegna i “ragazzi che sognarono in segreto un mondo fondato sulla pace e sulla giustizia, in cui tutti avessero diritto di parola e potessero sedere alla pari attorno a una grande Tavola Rotonda.” Ragazzi che diventarono famosi come “Merlino il mago, Morgana la fata di Avalon, Artù che trasse la spada dalla roccia, Ginevra figlia del Re dei Nani, Lancillotto del Lago che impazzì per amore e il candido Galahad che ritrovò la coppa perduta dell’Ultima Cena: Il Graal.”

Ed eccolo, ad esempio, Merlino …

Grazia Nidasio e la Stefi

 

Di recente ho riletto il libro di Teresa Buongiorno, ritrovato quasi casualmente in casa durante una di quelle risistemazioni delle librerie domestiche che andrebbero fatte periodicamente solo per il gusto di ritrovare libri che si credevano perduti o rileggere libri che da molto tempo non ci ricapitano in mano. Appena finito, mi è tornato in mente il post che avevo scritto per ReteINDACO ed ecco che ho voluto trasferirlo, qui… 🙂

 

Credits: l’immagine in evidenza è tratta dalla pagina Facebook “La Stefi di Grazia Nidasio“- Le altre immagini sono le copertine degli ebook e di due pagine del libro di Teresa Buongiorno.

 

Grazia Nidasio e la Stefi
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