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La biblioteca del futuro a OSLO: Deichman Bjørvika

Si inaugura il 18 giugno 2020 la nuova biblioteca pubblica di Oslo: Deichman Bjørvika. Il comunicato stampa la descrive come la biblioteca del futuro, un’estensione dei 235 anni di storia della biblioteca.

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La struttura è modernissima e molto bella, i servizi sono tanti e molto interessanti: dai makers lab, agli spazi per la lettura, alla aree in cui rilassarsi.

Si estende su sei piani e 13, 500 metri quadrati (circa 145000 piedi quadrati), troverete libri – 450.000 di essi – ma anche altre offerte e attività. Puoi visitare la sezione dedicata ai bambini con tutti i suoi nascondigli giocosi, guardare film con i tuoi amici, creare podcast, imparare a suonare il piano, cucire un vestito, usare le stampanti 3D, goderti la vista del fiordo di Oslo o semplicemente ammirare le architetture di Lundhagem Architects e Atelier Oslo.

Ma il punto del comunicato stampa che colpisce di più è questo:

Chiunque trovi le biblioteche all’antica dovrà ripensarci. Alla gente piacciono le biblioteche. Dal 2013 al 2019 Deichman ha registrato un aumento del 43% del numero di visitatori. Le ragioni di queste percentuali sono gli orari di apertura prolungati, le strutture rinnovate e modernizzate e una vasta gamma di attività.

Mi ha colpito perché, qualche giorno fa, durante la lezione di Chiara Faggiolani nella Summer School di FondazioneperLeggere a cui sono iscritta, Chiara ci ha mostrato due words cloud ricavate dalla raccolta di post-it che gli studenti di Sapienza hanno scritto per rispondere alla domanda: La biblioteca è …

la biblioteca del futuro
Immagine tratta dalla lezione: La fase tre delle biblioteche: tra analisi dei dati e storytelling di Chiara Faggiolani

Il tema è come viene vista la biblioteca. E questo è un tema quanto mai attuale. Come la vedono gli utenti? E quelli che potenzialmente potrebbero diventarlo? E i nuovi pubblici che, ad esempio, si sono avvicinati alla biblioteca durante la pandemia grazie ai servizi digitali?

Una riflessione che è indipendente dalla localizzazione geografica. Ed è quanto mai attuale proprio in questo periodo legato alla pandemia nel quale le biblioteche hanno mostrato il loro lato più creativo, coinvolgente, empatico. Come li ha definiti Giulia Chiara Staffa, sono stati (anzi lo sono ancora e lo saranno sempre, secondo me) “artisti della cultura“.

Dimenticavo … se volete “fare un giro” nella biblioteca di Oslo, merita 😉