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Digital marketing culturale

Valorizzare patrimoni e servizi culturali, in rete: pensiamo a come sono cambiate le nostre modalità di comunicazione e come si è modificato l’ecosistema comunicativo di cui facciamo parte. Oggi essere senza smartphone è impensabile, non avere la connessione dà una sensazione di mancanza. Abbiamo modificato il nostro modo di comunicare e di relazionarci. È la trasformazione digitale. Un fenomeno che investe molti e diversi aspetti della società: dal tessuto produttivo ai servizi, dalle imprese alle istituzioni, a ciascuno di noi.”

“La conseguenza di questa vera e propria rivoluzione non sono solo i nuovi scenari digitali, che hanno introdotto nuovi punti di osservazione da cui studiare le persone, ma anche una mentalità diversa. Mentalità che si traduce in una maggiore attenzione a comprendere i bisogni di tutti noi, nella consapevolezza che sono gli utenti che governano il processo, cercando le informazioni in rete, muovendosi in autonomia e quindi, alla fine, facendo la propria scelta.

Anche il rapporto fra utenti e istituzioni culturali è cambiato. Ci sono nuovi bisogni, la richiesta di una modalità di fruizione dei servizi in linea con le abitudini digitali, la necessità di differenziarsi riaffermando l’unicità della proposta culturale della biblioteca, del museo, dell’archivio.

Siamo di fronte a nuove domande: cosa mi differenzia da altri attori della scena digitale? che tipo di relazione voglio instaurare con i miei pubblici? che tipo di esperienza voglio trasmettere? Domande per le quali occorrono risposte adeguate che il marketing culturale, e il marketing digitale culturale in particolare, può aiutare a fornire.

Valorizzare patrimoni e servizi culturali

Strategie per nuovi pubblici

Le caratteristiche della nuova comunicazione digitale portano le organizzazioni culturali a riflettere sul modello fin qui adottato per aggiornarlo secondo le nuove necessità della società digitale. Il marketing digitale culturale è qualcosa di vivo, che offre anche l’opportunità di sperimentare, di stupire. Il tutto però, inquadrato in un approccio strutturato che passa attraverso fasi definite quali, ad esempio:

  • l’analisi dello scenario (esterno e interno con, per quest’ultimo, la rilevazione della situazione attuale),
  • un adeguato approfondimento sul brand (esiste ma può aver necessità di un ripensamento e quindi essere soggetto a modificazioni oppure deve essere creato ex novo?),
  • la definizione dei pubblici (ragionando in termini di users personas e di audience development),
  • la scelta della strategia da adottare (e qui è l’inbound l’approccio da privilegiare),
  • la definizione di strumenti e attività correlate finalizzate al percorso strategico individuato,
  • l’analisi dei risultati per riprendere e, se opportuno, rivedere il processo e le scelte strategiche.

Tutto questo è finalizzato a migliorare capacità di ascolto e di dialogo con gli utenti e a creare le condizioni per incontrarne di nuovi. Sono i pubblici sui quali si concentra la nostra attenzione: utenti delle biblioteche, visitatori dei musei o dei luoghi della cultura. E’ indispensabile lavorare dal punto di vista organizzativo e anche formativo, per aggiornarsi ma soprattutto per fornire ai pubblici una visione arricchita e più ampia dei servizi culturali e favorire coinvolgimento e partecipazione. E in questo le strategie di marketing digitali possono fare la differenza.

L’immagine è di @maryg5